mercoledì 31 ottobre 2012

La Zucca e Halloween

La festa di Halloween, benchè da noi si sia diffusa su tradizioni statunitensi e canadesi, “dolcetto o scherzetto”, ha origini europee quando nel periodo celtico l’anno iniziava il 1° novembre, concludendo ufficialmente la stagione calda per dare corso all’inverno.
La vigilia del 1° novembre era dunque il pretesto per organizzare la festa più importante dell’anno, una sorta di capodanno dedicato al signore della morte e delle tenebre. Iniziava così,ufficialmente il periodo del riposo dei contadini che mettevano da parte il lavoro della campagna per radunarsi  nelle case e raccontasi storie e leggende.
La notte del 31 ottobre i Celti si riunivano nei boschi e sulle colline e vestiti con maschere grottesche ritornavano al villaggio, facendosi  luce con lanterne costituite da zucche o cipolle intagliate al cui interno erano poste le braci del Fuoco Sacro.
Da qui che, nella tradizione contadina, la zucca è presente come ornamento da tenere in casa o regalare come auspicio di felicità ed abbondanza. Nelle campagne si usava anche svuotarla , intagliarla e porla all’ingresso della abitazione con dentro una candela per tenere lontano i folletti maligni.



La zucca, originaria dell’America Centrale, appartiene alla famiglia delle Cucurbitacee; apparve in Europa,insieme  alla patata e al pomodoro,dopo la scoperta dell’America. Le specie invernali sono la zucca tonda, di grosse dimensioni e dalla buccia grossa dal colore che varia dal grigio verde all’ arancio acceso. Poi ci sono quelle dalla forma allungata simile a quella del violino da cui prendono il nome di “zucche violine”,che hanno trovato nei terreni delle campagne bolognesi e ferraresi l’habitat ideale. Anche le zucche violine hanno la buccia  color mattone chiaro e la polpa, di un bel colore arancio, dal gusto deliziosamente dolce. E’ un ortaggio ricco di vitamine A e C, di antiossidanti, di sali minerali,facilmente digeribile e poco calorica.
In cucina è molto versatile e si presta a ad essere utilizzata in tantissime ricette,dall’antipasto al dolce. 
Già dai tempi della famiglia Estense i nobili deliziavano il proprio palato con la zucca e non solo usavano svuotare le zucche e usarle come contenitori per acqua o vino o addirittura per trasportare polvere da sparo.
La ricetta più tradizionale e conosciuta è quella dei Cappellacci ferraresi, con il caratteristico ripieno di zucca,  parmigiano, amaretti,noce moscata e uovo conditi con ragù di carne. Questa pasta ripiena ha origini estensi e il nome prende il nome dalla forma che assomiglia vagamente al cappello di paglia indossato dai contadini ferraresi.

La ricetta dei CAPPELLACCI FERRARESI 
Ingredienti per 6 persone
Per la sfoglia : 500gr. Farina , 5 uova
Per il ripieno: 1 kg. di zucca violina, 100 gr. Parmigiano reggiano grattugiato, 50 gr. di amaretti,1 tuorlo d’uovo,Sale q.b., Noce moscata q.b.

Cuocere la zucca in forno per 1 ora circa a 200 gr. Deve risultare morbida. Lasciare raffreddare. Estrarre la polpa , strizzarla dall’acqua in eccesso ed amalgamarla con gli amaretti, l’uovo, il parmigiano, sale e noce moscata. Con il composto farcire i tortelloni. Cuocerli in abbondante acqua salata e condirli con un buon ragù di carne oppure nelle giornate di vigilia semplicemente con burro e parmigiano.
Neria Rondelli 

martedì 30 ottobre 2012

App “Chiedilo alla nonna”


Segnaliamo l’App “Chiedilo alla nonna” dove trovare più di 1000 consigli, trucchi e segreti della “Nonna”. 
L’esperienza delle nostre ave non sarà così perduta. 
E non si parla solo di cucina, ma di salute, faccende domestiche, bellezze, giardinaggio, bricolage e tanti altri pratici consigli per affrontare le piccole situazioni della vita quotidiana. 
Tutti i trucchi sono testati e garantiscono i risultati descritti.

L’applicazione, che è ben realizzata, presenta in basso la barra menù con cinque pulsanti che ci permettono di scegliere tra Categorie, A caso, Favoriti, Cerca e Altro.
Con Categorie ritroveremo i consigli radunati per argomento, con A caso (random) sarà divertente leggerli in modo casuale, con Favoriti possiamo archiviarli per tenere in evidenza quelli che sembrano più utili e con Cerca abbiamo la possibilità di utilizzare il motore di ricerca per categorie o parole chiave. Inoltre è possibile condividere i consigli su Facebook, conservarli copiandoli negli appunti o inviarli agli amici per mail.
Ideale per tutta la famiglia c'è la versione per iPhone e iPad e costa solo 0,89€
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domenica 28 ottobre 2012

Conto alla rovescia per il novello al 30 ottobre il via...


Gli amanti del vino novello quest'anno non dovranno aspettare, come di consueto, il 6 novembre per stappare le nuove bottiglie e scoprire profumi e fragranze nuove.
Secondo quanto è stato deciso dal decreto del ministero delle Politiche agricole,alimentari e forestali 13 agosto 2012, che ha semplificato ed accorpato la normativa nazionale in funziona di quella comunitaria riguardo a quella comunitaria e abrogando il precedente decreto del 13 luglio 1999.
Si rammenta inoltre che il vino novello deve esser ottenuto solo con prodotto della stessa annata e non è consentito un taglio di altra vendemmia superiore al 15%.

Pertanto il nuovo decreto stabilisce quanto segue;
la menzione tradizionale “novello” è riservata solamente ai vini a DOP o IGP tranquilli e frizzanti;
- la loro immissione al consumo è ora anticipata al 30 ottobre;
- il periodo di vinificazione non può essere inferiore a 10 giorni dall’inizio della vinificazione stessa;
- il processo di fermentazione con macerazione carbonica dell’uva intera deve riguardare almeno il 40% del vino (in precedenza era il 30%);
- il titolo alcolometrico totale minimo al consumo non può essere inferiore a 11% vol. e il limite massimo di zuccheri riduttori residui non deve essere superiore a 10 g/l;
- non sussistono più disposizioni restrittive nell’uso di contenitori di capacità superiore a 1,5 litri e sono altresì soppressi i vincoli sui materiali utilizzabili per i recipienti;
- l’estrazione dagli stabilimenti di confezionamento anteriormente alla data del 30 ottobre è condizionata all’iscrizione sui documenti di trasporto della dicitura “ da non immettere al consumo prima delle ore 0,01 del 30 ottobre .…..(indicare anno)”, eliminando le limitazioni di data esistenti fino ad oggi.


Infine per chi vorrà assaporare la morbidezza e gli aromi fruttati e floreali del Beaujolais nouveau, dovrà aspettare, come prevede la legge francese, la messa in commercio alla mezzanotte del terzo mercoledì di novembre dopo la vendemmia, ovvero giovedì 21 novembre!


Livia Elena Laurentino

giovedì 25 ottobre 2012

BOLOGNA - Pia Tuccitto e Paolo Piermattei sul palco del Teatro Navile

Da un incontro casuale è nata una complicità artistica ed ora a qualche mese di distanza dal primo appuntamento in studio Paolo Piermattei e Pia Tuccitto si ritroveranno insieme sullo stesso palco.
Succederà sabato 27 ottobre sulle tavole del Teatro del Navile, un piccolo teatro privato tanto caro a Lucio Dalla, che lì in via d'Azeglio ci abitava.
Il cantautore Paolo Piermattei ,con l'autore di 4 marzo '43 , ci lavorato diversi anni fino all'ultimo singolo del 2011 Anche se il tempo passa. Oggi  canta le proprie canzoni e condividerà il palco con una delle poche interpreti femminile del rock italiano : Pia Tuccitto.
Con lei duetterà nel brano Cose che si dicono una sera, poi lei presenterà la personale versione di due suoi brani famosi  Buon Compleanno scritto per Irene Grandi ed E… per Vasco Rossi.
Sul palco ci saranno anche Elisabetta Giorgi, Silvia Salerno  e Nino Campisi che oltre a curare la regia interpreterà brani di Baudelaire e di H.Hesse, con un omaggio a Lucio Dalla. La mostra intitolata Dalla La Dalla, ed inaugurata lo scorso 13 ottobre sarà ancora visibile all'ingresso del teatro ., sono esposte le opere di 19 artisti ispirati dalle canzoni del cantautore bolognese. 
Laura  Neve 

lunedì 22 ottobre 2012

Il Salone del Gusto ospita il "magico" Oriente dal 25 al 29 ottobre


Dal 25 al 29 ottobre al Lingotto Fiere e all’Oval di Torino oltre 250 coltivatori, artigiani, chef e giovani provenienti da Asia e Oceania saranno ospiti del Salone del Gusto e Terra Madre. La varietà gastronomica dei due continenti si mette in mostra nel Mercato, con i Presìdi Slow Food e i prodotti dell’Arca del Gusto, ma anche nei Laboratori del Gusto, nelle Conferenze, nelle attività educative e nell’area dedicata alla biodiversità. Quest’anno al Congresso internazionale dell’associazione, che ogni cinque anni riunisce i rappresentanti di Slow Food e Terra Madre provenienti da tutto il mondo, saranno presenti alcuni delegati dei paesi ospite. Sarà una piacevole opportunità per tutti coloro che vogliono assaggiare la vera cucina di questi paesi, al Ristorante internazionale dell’Oval ; saranno presenti conosciuti chef della rete di Terra Madre provenienti da Australia, Bhutan, Cina, India, Giappone, Malesia e Sri Lanka che stupiranno i palati quotidianamente preparando il meglio delle loro tradizione culinaria. Nello stand della Corea del Sud ci sarà la possibilità di frequentare laboratori sulla cucina dei templi buddisti e sperimentare il principio tradizionale coreano del cibo come medicina.
Tra i Presìdi più curiosi, il pepe nero di Rimbàs coltivato dagli indigeni malesi Iban, i tuberi taro e igname dell’isola di Lifou in Nuova Caledonia, interpretati attraverso ricette particolari come la bougna e l’uva sultanina abjosh, prodotta da oltre 500 anni nella regione di Herat in Afghanistan. 
L’Arca del Gusto, presenta il catalogo delle piccole produzioni di qualità minacciate, tra cui viene segnalato il tè delle foreste di montagna Pu’er della Cina, il millefiori della foresta indiano, il sale marino di Kusamba dall’Indonesia e tre varietà di riso dalle Filippine.
Il viaggio alla scoperta della biodiversità di Asia e Oceania continua con uno spazio espositivo dedicato a quattro prodotti fondamentali nella dieta di miliardi di persone: miglio, riso, spezie e tuberi. Un’ottima occasione per imparare a conoscerne le centinaia di varietà, ma anche per scoprire il Mercato della Terra di Mumbai, il primo in Asia, che mette in contatto i coltivatori biologici del Maharashtra con la metropoli.
Come sempre, l’educazione al cibo ha un ruolo di primo piano negli eventi Slow Food: al Salone i visitatori possono conoscere l’importanza delle spezie in cucina e i benefici sulla salute secondo la scienza ayurveda, grazie allo chef Manjit Singh Gill nel Laboratorio del Gusto La rete di Terra Madre: Spices of India. Per saperne di più sulla storia delle spezie e del loro commercio che ha unito per secoli Asia ed Europa, adulti e bambini possono partecipare agli incontri curati dal gruppo di Slow Food Educazione internazionale nell’area biodiversità del Mercato.
Il programma completo del Salone del Gusto e Terra Madre Su www.slowfood.it

sabato 20 ottobre 2012

SOLIDARIETA’ AL PARMIGIANO-REGGIANO: 1 MILIONE DA ACQUISTI SOLIDALI, 9 MILIONI DAI CASEIFICI DEL COMPRENSORIO


Dopo la conta dei danni (oltre 100 milioni di euro), il Consorzio del Parmigiano Reggiano presenta ora i conti della gara di solidarietà che si è avviata all’indomani delle due scosse di terremoto che il 20 e 29 maggio hanno causato la caduta di oltre 600.000 forme, danneggiato gravemente 37 caseifici di Modena, Reggio Emilia, Mantova e Bologna, colpendo oltre 600 allevamenti.

Il bilancio al 10 ottobre è esplicito: grazie alle vendite solidali coordinate dal Consorzio di tutela, a quelle effettuate dalla GDO e a donazioni dirette, quasi 1 milione di euro è giunto nelle casse del “Comitato Gruppo caseifici terremotati del Parmigiano Reggiano”, e a questa cifra già rilevante si aggiungono i quasi 9 milioni di euro derivanti dal contributo straordinario di solidarietà messo in atto dai caseifici del comprensorio di produzione.
“Ai consumatori – sottolinea il presidente del Consorzio, Giuseppe Alai – va innanzitutto la nostra gratitudine, che doverosamente si traduce anche in un’assoluta trasparenza sul bilancio della straordinaria solidarietà che ha unito e ancora unisce produttori e caseifici, consumatori, associazioni, imprese, gruppi organizzati e aggregazioni spontanee”.
Da qui, dunque, il dettaglio del Consorzio sulle cifre legate alle operazioni solidali: gli acquisti effettuati online tramite il Consorzio e i caseifici che hanno donato un euro per ogni chilogrammo venduto a 13,90 euro/kg, hanno determinato un gettito pari a 396.813 euro; dalle vendite del Parmigiano Reggiano caratterizzato dal bollino “1 euro/kg per rinascere” effettuate nei canali della GDO e Horeca (con l’impegno di catene come Coop Italia, Auchan, Realco-Sigma, Unes e McDonald’s) sono giunti contributi per 486.614 euro, mentre alle stesse operazioni effettuate con altri operatori commerciali si sono legati 25.553 euro, con l’aggiunta di donazioni dirette al Comitato per 28.714 euro. In totale, dunque, si tratta di 937.694 euro, così come risulta dall’estratto conto di tutti i movimenti effettuati sul conto corrente aperto dal Comitato dei caseifici terremotati.

E proprio sul versante della responsabilità, il Consorzio mette in campo altre cifre, legate soprattutto Alle azioni e ai controlli messi in atto al fine di evitare che il prodotto reso inidoneo dal terremoto finisse sulle tavole dei consumatori.
“Si è trattato di un lavoro intensissimo – sottolinea il condirettore del Consorzio, Riccardo Deserti – che ha dovuto fare i conti, innanzitutto, con il rischio che i caseifici colpiti dal sisma “svendessero” il prodotto a qualunque e in qualunque condizione in una fase di drammatica emergenza, con ripercussioni che avremmo vissuto in termini di speculazioni, di immagine del prodotto e di conseguente calo delle quotazioni, che avrebbero aggiunto altri pesantissimi danni a carico di tutti i produttori”.     
Sono stati effettuate 450.000 perizie straordinarie sulle forme cadute e ricollocate integre sulle scalere, associate al controllo di 8.000 bins con oltre 70.000 forme destinate alla fusione perché irrecuperabili, alla classificazione come “rifiuto” di quasi 15.000 forme inutilizzabili per l’alimentazione (compresa quella animale), al controllo di tutti i caseifici danneggiati, degli allevamenti colpiti e di tutto il latte destinato anche ad usi diversi rispetto alla trasformazione in Parmigiano Reggiano.
 “L’acquisto online del prodotto coordinato dal Consorzio (pagina “Campagna vendite solidali” del sito www.parmigianoreggiano.it) continua a registrare una grande attenzione da parte di singoli consumatori, gruppi organizzati e spontanei, imprese”, afferma Deserti; “proprio per questo proseguirà anche nei prossimi mesi, e in occasione delle festività proporremo anche una sobria confezione a quanti volessero utilizzare il Parmigiano-Reggiano come regalo solidale”.
I fondi giunti al Comitato dei caseifici terremotati, intanto, saranno destinati alle strutture danneggiate con una ripartizione proporzionale all’entità dei danni subiti e risultanti al netto di rimborsi assicurativi e contributi pubblici.

giovedì 18 ottobre 2012

COGNAC HINE TRIOMPHE PREMIATO CON IL “GOLD PENTAWARD 2012”


Lo splendido decanter del Cognac Hine Triomphe ha conquistato il prestigioso premio “Gold Pentaward 2012”, assegnato questo mese a Parigi nell’ambito dei Pentawards 2012.
I premi Pentawards sono assegnati in occasione di un esclusivo concorso internazionale di design, dedicato al packaging in tutte le sue forme. Oltre 1500 progetti, provenienti da 47 Paesi del mondo, hanno partecipato al concorso di quest’anno, e sono stati valutati e giudicati da una giuria internazionale. Il Cognac Hine Triomphe ha ottenuto il riconoscimento più alto nella categoria “Luxury Spirits”, grazie al magnifico decanter appositamente disegnato dall’atelier creativo parigino Toscara.
Il Cognac Hine Triomphe proviene esclusivamente dalla Grande Champagne, il cru più prestigioso di Cognac. Di colore ambrato intenso, ha un bouquet di eccezionale complessità, di squisita finezza e di straordinaria profondità, con sottili sfumature di frutta caramellata, fiori e tabacco. Al palato è caratterizzato da un’incomparabile pienezza. Morbido e finissimo nelle sensazioni finali. Ogni decanter di Hine Triomphe è unico e numerato.

Fondata nel 1763, la Maison Hine è una delle più antiche Aziende produttrici di Cognac. Per i suoi distillati utilizza soltanto le uve prodotte nei due cru più prestigiosi della regione, la Grande e la Petite Champagne. Tutti i suoi Cognac sono invecchiati per un periodo molto superiore ai requisiti della legge francese. Nei suoi quasi 250 anni di storia, la Maison Hine si è inoltre affermata in tutto il mondo come grande specialista nella produzione dei millesimati, un’autentica rarità nel settore del Cognac. La superba reputazione internazionale di Hine è confermata dalle decine di premi e riconoscimenti ottenuti negli ultimi anni dalla Maison ai concorsi mondiali più importanti. Hine è inoltre l’unica Azienda di Cognac a detenere l’esclusivo “Royal Warrant”, vale a dire il sigillo di Fornitore Ufficiale della Casa Reale d’Inghilterra.

La Maison Hine è distribuita in esclusiva per l’Italia dalla Fratelli Rinaldi Importatori di Bologna  www.rinaldi.biz).

mercoledì 17 ottobre 2012

BRUNO PILZER FORMATORE DEI SOMMELIER ITALIANI


Il distillatore trentino Bruno Pilzer (insieme con Simone De Nicola, Antonio Garofolin, Marco Larentis e Giuseppe Vaccarini) è co-autore de “Il Manuale del Sommelier”, strumento di cultura e approfondimento per neofiti, cultori e professionisti del settore.
Il manuale ha per oggetto la formazione e la conoscenza approfondita delle tematiche relative alla professionalità del sommelier. Professionalità sempre più richiesta dai consumatori, che hanno fatto diventare la fruizione delle bevande un atto ben preciso, consapevole e quindi ricco di contenuti. I testi aggiornati e l’esperienza degli autori rendono il manuale particolarmente adatto a tutti gli amanti del mondo del vino e delle bevande, che desiderino acquisire un bagaglio di competenze specifiche. Grazie all’uso di immagini, gli argomenti sono trattati con scorrevolezza e consentono un approccio immediato a chi voglia avvicinarsi a un mondo ormai collocatosi al centro degli eventi quotidiani dell’enogastronomia. L’uso equilibrato delle nozioni tecniche lo rende uno strumento di sicuro riferimento, di positiva fruibilità e di agevole consultazione.
Bruno Pilzer
 La struttura dell’opera è così articolata:
-         Introduzione alla professione;
-         Dalla campagna alla cantina;
-         Dall’uva al vino;
-         Tecnica della degustazione;
-         Esame visivo;
-         Esame olfattivo;
-         Esame gustativo;
-         Legislazione;
-         La birra;
-         Altre bevande;
-         I distillati (questa la parte curata in particolare da Bruno Pilzer);
-         Enogastronomia;
-         Enografia e viticoltura nazionale;
-         Enografia e viticoltura europea;
-         Enografia e viticoltura mondiale.        
Il volume edito da Hoepli  (costo 37 euro).

Insieme con il fratello Ivano, Bruno Pilzer gestisce oggi la distilleria trentina aperta dal padre a Faver, in Valle di Cembra, nel 1957. La distilleria Pilzer è attualmente una delle più prestigiose non solo del Trentino, ma dell’Italia intera (info: www.pilzer.it).  c.s.

domenica 14 ottobre 2012

Alle Olimpiadi della Cucina di Erfurt, in Germania, la Nazionale Italian Cuochi ha vinto le medaglie d'argento e di bronzo.



Grinta, voglia di emergere, abilità e tanta, tanta passione: sono le doti inconfutabili di tutti gli “atleti” della NIC - Nazionale Italiana Cuochi che hanno permesso loro  di portare a casa due medaglie d’argento e due di bronzo dalle Olimpiadi di Cucina. I due team, junior e senior della NIC (ramo della FIC-Federazione Italiana Cuochi) capitanati  dal general manager Fabio Tacchella, hanno dovuto confrontarsi con molti altri  Paesi, nelle gare per la cucina calda e quella fredda. A scendere in campo per primi, contro 23 Paesi, sono stati gli “azzurrini”, coordinati dal Team Leader Vizzarri e dalla Coach Komlenic, hanno presentato come delizioso starter, “involtino vegetale al latte di mandorle farcito di funghi su crema densa di zucca e arancia con ortaggi marinati”, mentre per main-course, hanno preparato “merluzzo carbonaro in crosta di parmigiano ed erbette, salsa vicentina, raviolo ripieno di gamberi rossi e brunoise di zucchine, con giardinetto di ortaggi”. Tuttavia l’impegno di Francesco Pinto, Giovanni Lorusso, Paolo Lotito, Francesca Narcisi, Ilenia Semilia e Debora Miglioranza non è stato sufficiente per strappare la medaglia d’oro agli avversari tailandesi, ma ha guadagnato il secondo posto e alla prova successiva, la medaglia di bronzo. Stessi risultati per la squadra senior della NIC, composta da Gianluca Tomasi (team manager), Matteo Sangiovanni (team chef), Carmelo Trentacosti (chef pastry) e gli chef Gaetano Ragunì, Francesco Gotti, Fabio Mancuso e Mario Quattrociocchi. 
il piatto "olimpico " della NIC

 I “campioni” italiani, che combattuto contro 36 Paesi, hanno meritato nella gara di cucina fredda la medaglia d’argento, classificandosi subito dopo la potente Svezia, e in quella di cucina calda, vinta dalla Norvegia, la medaglia di bronzo.In Turingia, gli chef “adulti“ della NIC si sono cimentati in piatti freddi con starter, “Trancio di baccalà in manto di melanzane, pomodoro confit e finocchio selvatico con crema di sedano rapa, cannolo di seppia ripieno di gamberi rossi e mascarpone con olio al lime e pavé di lattuga con verdure e asparagi“; - Main-course, “Lombo di manzo piemontese al forno con croccante di pane all’extravergine ed erbe aromatiche, salsa vegetale al porro, guanciale di vitellone al Chianti con sfera di semolino ai funghi, crema solida di zucca con radicchio trevigiano al balsamico e ortaggi trifolati”; - Dessert, ”bavarese con cioccolato al latte e mandarino siciliano su frolla al bacio, morbidone alle mandorle con salsa di Passito di Pantelleria, semifreddo al cocco con frutta fresca”. 

mercoledì 10 ottobre 2012

Domenica 14 ottobre Giornata mondiale dell’Alimentazione - I Musei del Cibo della provincia di Parma aperti al pubblico.


I Musei del Cibo della provincia di Parma saranno aperti dalle 10 alle 18 con  ingresso gratuito, per festeggiare la ‘Giornata mondiale dell’alimentazione’, con una serie di iniziative speciali rivolte a grandi e piccini , nell’intento di educare ad un sana e d equilibrata alimentazione. Ecco di seguito le iniziative:
MUSEO DEL PARMIGIANO a SORAGNA Dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18
Mostra fotografica “Un passato da non dimenticare”.  Gli attrezzi contadini del Podere Argentina negli scatti poetici di Riccardo Nencini. In collaborazione con il Museo della Civiltà Contadina di Mauro Parizzi.Alle 16, “Il Parmigiano Reggiano in cucina dal Rinascimento ad oggi”. Un affascinante excursus storico di Mario Zannoni sulla fama gastronomica del Parmigiano Reggiano, formaggio dei re e re dei formaggi. A seguire “Una merenda appetitosa”. Gli chef insegnano ai bambini a preparare merende saporite e gustose con prodotti tipici di qualità. In collaborazione con Alma, la Scuola internazionale di cucina.
MUSEO DEL POMODORO – CORTE DI GIAROLA a COLLECCHIO Dalle 10 alle 18 -
“Le terre di ieri” :esposizione nella Corte di antichi attrezzi agricoli in collaborazione con Parco Regionale del Taro e Parco Regionale dei Boschi di Carrega. Alle 15 “Scopri un tesoro... al Museo del Pomodoro”. Attività giocate per famiglie, per scoprire il Museo del Pomodoro, giocando con spirito di osservazione e un pizzico di creatività. Prenotazione obbligatoria ai numeri 0521-803017 347-4018157. Alle 16 “Progettare il Museo - Ipotesi per l’area Nord della Corte e l’allestimento del Museo della Pasta” di Deborah Ferraguti. Grandi tavole di rilievo e di progetto e modellini architettonici esposti, assieme ad alcuni macchinari storici da pastificio del futuro museo. Alle 17 Giovanni Ballarini, presidente nazionale Accademia Italiana della Cucina: “Gastrea: la decima Musa del cibo”. - Presentazione al pubblico della guida “Musei da gustare - Guida ai musei del cibo italiani” pubblicata da Toriazzi Editore sui 36 musei, percorsi espositivi e istituzioni culturali dedicati in Italia a prodotti tipici e di eccellenza.

MUSEO DEL SALAME  a CASTELLO DI FELINO dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18 -
Dalle 15 alle 17
“Al Museo la scienza è servita”. In collaborazione con Associazione Googol. Una variegata successione di esperimenti scientifici che permettono a bambini e ragazzi (ma anche ai loro genitori) di comprendere i complessi meccanismi che consentono la trasformazione e conservazione degli alimenti: dal formaggio, ai salumi, alla conserva di pomodoro, uno sguardo rivelatore “dentro” i nostri sapori..

MUSEO DEL PROSCIUTTO a LANGHIRANO dalle 10 alle 18 - 
Dalle 15 alle 17
“Scambia-libro gastronomico”. Hai un libro di cucina che non ti serve più? Ne vuoi trovare altri? Puoi scambiare un libro con un altro libro, gratuitamente, ma sempre all’insegna della gastronomia e del gusto. Il primo Book Crossing gastronomico per appassionati e curiosi. Sempre dalle 15 alle 17  anche qui “Al Museo la scienza è servita”. Alle 16 Emanuele Gabardi (docente di Pubblicità turistica all’Università di Milano Bicocca): “Il Prosciutto di Parma e la pubblicità: una storia di buona televisione”. Un viaggio tra le storiche pubblicità del “re dei salumi” con proiezione di vecchi filmati, dagli anni Sessanta ad oggi. In collaborazione con Consorzio del Prosciutto di Parma.

martedì 9 ottobre 2012

Bologna ha celebrato il Tortellino con una manifestazione dedicata:TOur tlen


Organizzata a tempo di record si è rivelata un grande  successo di pubblico, la manifestazione dedicata al tortellino, TOUR tlen ,come viene chiamato in dialetto, il piatto più rappresentativo della città.           
19 chef, tra cui alcuni stellati e ben quattro Lady, capitanati da Marcello Leoni sono scesi in campo e privi dell’appoggio delle istituzioni, si sono messi in gioco ed hanno preparato oltre tremila assaggi. Alcuni  hanno dato il meglio di sé secondo la ricetta più tradizionale, altri invece si sono espressi in base al proprio estro proponendo versioni “creative”come quella veneziana di Stefano Aldreghetti con ripieno di magro in brodetto di baccalà e spuma di mantecato, o quella di Massimo Ratti di Monteveglio che li ha saltati in una crema di frutti di bosco con  un pizzico di polvere di caffè, o la reggiana rivisitata da Mario Ferrara che il lambrusco lo ha messo nella sfoglia e non nel brodo, o la romana cacio e pepe proposta da Claudio Sordi.
 Le lady chef Aurora Mazzucchelli e Giovanna Giudetti, quest’ultima da Finale Emilia, hanno scelto il “classico” in brodo, mentre Lucia Antonelli da Castiglione dei Pepoli lo ha proposto con un influenza toscana mentre la giovane Leonora Rinaldi ha ricordato quello di sua nonna che lo faceva in brodo di faglioli.
Il tutto accompagnato da vini eccellenti  del territorio, serviti dai sommelier professionisti di Epulae, Neria Rondelli e Pierluigi Nanni.
La manifestazione ha avuto il supporto di Acqua Lete, Duni e Teatro EuroAuditorium.
Laura Neve

sabato 6 ottobre 2012

Le Gustosità di Neria - I "sughi" d'uva bianca


Ottobre , tempo di vendemmia e quindi è il momento per preparare “I SUGHI D’UVA “ budino dolce tipico delle nostre campagne e colline bolognesi.
La ricetta è di mia zia Maria, che ogni anno prepara questo delizioso dessert e lo regala a tutta la famiglia. La lavorazione è semplice ma richiede molto tempo e pazienza. Il risultato è eccellente.

Ingredienti: 1 lt. mosto fresco di uva bianca
60 gr. farina di grano tenero 00
Procedimento:
Mettere il mosto in una pentola e a freddo aggiungere lentamente e pioggia la farina precedentemente setacciata. Mescolare molto bene e fare attenzione che non si formino grumi.
Portare ad ebollizione il mosto e continuare la cottura a fuoco bassissimo senza coperchio avendo cura di mescolare la crema ogni tanto. Non si deve attaccare al fondo del tegame.
I sughi saranno pronti quando il mosto sarà diminuito di 1/3 e avranno assunto un bel colore ambrato. Al palato risulteranno dolci in quanto il mosto avrà rilasciato naturalmente tutta la parte zuccherina.
Riporre la crema così ottenuta in contenitori a piacere anche mono porzione. I sughi di uva si conservano per diverso tempo in frigorifero coperti.
Buon lavoro e buon appetito Neria

giovedì 4 ottobre 2012

Augusto ZUFFA inaugura la nuova cantina con enoteca e ospita Cesare Cremonini.



Se in passato molti cantanti e artisti hanno dimostrato interesse per le aziende vinicole, tanto da acquistarle e diventare imprenditori del settore, ricordiamo tra tutti Mick Hucknall dei Simply Red e Carole Bouquet, oggi  chiedono ospitalità per fate un servizio fotografico. 
E' successo nell'Azienda Vitivinicola biologica di Augusto Zuffa sulle colline imolesi, che il cantante bolognese Cesare Cremonini ha scelto, insieme ad Alfonso Signorini, come set fotografico del servizio di copertina del settimanale CHI, questa settimana in edicola.
Personaggi famosi,nell'azienda guidata da Augusto Zuffa, giovane e dinamico imprenditore, ne sono passati molti, ma quello più importante è sicuramente il vino che, dal 1800 da quando è nata la Fattoria Zuffa, è sempre stato il più grande protagonista.
Col passare degli anni l'azienda si è trasformata, oggi è biologica perchè Augusto ama profondamente la natura. 
Augusto Zuffa e Cesare Cremonini
Nei cinquanta ettari di terreno,che fanno parte della DOC Colli di Imola,vengono coltivate uve a bacca bianca di Albana, Chardonnay, Pignoletto, Sauvignon Blanc,Trebbiano e a bacca rossa  Sangiovese, Barbera, Cabernet Sauvignon e Pinot Nero,  che diventano prestigiosi vini, spumanti e passiti.
Livia Elena Laurentino

mercoledì 3 ottobre 2012

Le Gustosità di Neria - Sua Maestà Il tortellino


TORTELLINI IN BRODO
Ingredienti e dosi per 10 persone     Per la sfoglia:1 kg. di farina di grano tenero 00, 10 uova.
Sul tagliere formare un ampia fontana di farina . Si effettua un foro centrale all’interno della fontana dove andranno le uova. Iniziare a rompere le uova delicatamente con una forchetta , poi cominciare ad amalgamare le uova con la farina sempre molto lentamente. Quando l’impasto ha raggiunto una certa consistenza procedere con la lavorazione per circa 20 minuti. Il calore delle mani ed il movimento armonico faranno sì di ottenere una pasta liscia, morbida e lucida. Fare riposare l’impasto , coperto da un canovaccio almeno 15 minuti . Con più riposa , anche racchiuso in sacchetto di nylon con più si ammorbidisce e diventa più facile da stendere. Tirare poi una sfoglia sottile con il matterello.

Per il ripieno:per circa 300 tortellini,Lombo di maiale gr.100,Prosciutto crudo di Parma gr.100, Mortadella di Bologna gr.100, Parmigiano Reggiano stagionato 30 mesi gr.100,Uova nr.1, Noce moscata 1 pizzico a piacere.Rosolare il lombo in una noce di burro. Lasciare raffreddare. Con un coltello pestare finemente il lombo, il prosciutto, la mortadella. In una ciotola amalgamare gli ingredienti con il parmigiano reggiano e l’uovo. Aggiungere a piacere la noce moscata. Si deve ottenere un impasto omogeneo, abbastanza consistente . Lasciare riposare il ripieno almeno mezza giornata in frigorifero. Personalmente io lo preparo sempre il giorno prima.

Per il brodo:per circa 3 lt -Punta di petto di manzo gr.800,Ossa di ginocchio di manzo nr.2, ½ Gallina,Sale q.b.
In una grande pentola che può contenere 5 lt di acqua, che calerà in cottura, a freddo aggiungere la carne di manzo, le ossa, la gallina e un piccolo pugno di sale grosso. Quando inizierà a bollire togliere la schiuma che si sarà formata in superficie . Lasciare bollire a fuoco basso per almeno tre o quattro ore. Raffreddare il brodo così ottenuto e a freddo togliere eventualmente il grasso in eccesso (a piacere).

Confezionare e servire i Tortellini
Per confezionare i tortellini, chiamati anche “ombelichi di venere” appoggiare la sfoglia sul tagliere e coprire con un cellophane la parte che al momento non si utilizza in modo che la sfoglia rimanga fresca.
Tagliare le strisce con il taglia-tortellini. Devono risultare dei piccoli quadrati di 3 cm. Nel mezzo del quadratino mettere il ripieno e chiudere a triangolo premendo bene i lati e le due punte girarle attorno al mignolo. Riporre i tortellini su un vassoio senza sovrapporli l’uno sull'altro.
I tortellini si conservano qualche giorno in frigorifero, ma poco perché la pasta si inumidisce e diventa collosa. Si possono surgelare ma nel vassoio , non sovrapposti. Una volta surgelati si possono mettere nei sacchetti.
Cuocere i tortellini in abbondante brodo in bollore e quando vengono a galla spegnere e trasportarli delicatamente in una zuppiera di servizio dove si lasceranno riposare un minuto prima di servirli.
La ricetta petroniana vuole i tortellini serviti rigorosamente in brodo di gallina come precedentemente spiegato.  Neria Rondelli

lunedì 1 ottobre 2012

TOur - tlen un "giro" tra le eccellenze della ristorazione a base di Tortellini.


Amanti del tortellino è arrivato il vostro momento! La stagione è quella giusta e non c’è niente di meglio per concludere la giornata di lavoro con un buon piatto di tortellini, quindi l’appuntamento è il 4 ottobre a partire dalle 18.00 in Piazza de Mello 4, sopra via Stalingrado, vicino all’Osteria di Porta Europa per il primo festival dedicato al piatto principe di Bologna. 

L'idea è venuta a Marcello Leoni, ed in breve tempo il tutto è diventato realtà e 
una ventina di chef tra cui alcuni stellati, altri custodi della tradizione, insomma l’eccellenza della gastronomia locale e non, si sono dati appuntamento il giorno del patrono della città per il primo Festival del tortellino.
Un TOur tlen  come si dice in dialetto, ma anche un “giro” tra i vari ristoranti per assaggiare tutte le versioni, dalla più classica e tradizionale a quella che il lambrusco invece che nel brodo, come usa a Reggio Emilia, lo mette nella sfoglia, per finire con la versione in brodetto di baccalà, ideata in quel di Venezia.
Ce n’è per tutti i gusti e per tutte le tasche, a partire da 3 euro per un assaggio a scelta , per arrivare ai 30 euro per chi riuscirà a completare tutto il percorso di degustazione. Laura Neve