martedì 29 dicembre 2015

Tiziano Ferro : le immagini esclusive di Joanna Marioni del concerto di Firenze



La Musica di Tiziano Ferro è la protagonista


19, 20 e 22 dicembre 2015 le serate indimenticabili al Mandela Forum di Firenze con Tiziano Ferro, tre concerti per soddisfare il suo immenso pubblico. 
Entusiasmo da stadio!
La calorosa attesa del pubblico viene interrotta dalla scenografia mozzafiato che prende vita sulle note di "Perdono" .
Tiziano è generoso con il suo pubblico, si presta a sguardi, espressioni d'intesa e saluti.
Canta e si trasforma per ogni canzone, gioca con le luci, balla e cambia look.
L'energia è positiva e indossando la maglia della Fiorentina ringrazia i presenti con emozione e umiltà.
Spettacolo preciso curato nei minimi dettagli, ma infiammato dall'energia semplice e contagiosa della musica, che ha ripercorso la carriera dell'artista, che annuncia l'uscita del suo nuovo attesissimo album di inediti prevista per il 2 dicembre 2016.
Per tutti i fans di Tiziano Ferro alcune immagini di Joanna Marioni in esclusiva per Rockandfood.
Testo e foto sono di Joanna Marioni
Suggestive scenografie creano l'atmosfere diverse per ciascun brano
In elegante smoking per l'apertura del concerto
Tiziano: perfetta intesa con il l suo pubblico
Sentimenti d'altri tempi per un pubblico d'ogni età.


BOLOGNA WINE viaggio nella viticoltura bolognese


Bologna Wine -Viaggio nella viticoltura bolognese  è un libro che racchiude un percorso fatto dai soci di A.I.E.S. Accademia Internazionale Enogastronomi Sommeliers . Hanno visitato 68 aziende bolognesi e fatto centinaia di assaggi  per realizzare una vera e propria classificazione dei vini del territorio bolognese. Più che un libro o una guida è una vera e propria mappa dei prodotti vitivinicoli, non giudicati ma solamente valutati per descriverli accuratamente e con passione. L'intento è quello far apprezzare a tutti i bolognesi queste sue eccellenze.
Si inizia con la storia, poi si parla del vino ed il terroir, per arrivare ai vitigni autoctoni e tradizionali del territorio: Albana, Alionza, Montù, Pignoletto/Grechetto gentile, Trebbiano romagnolo, Barbera, Negretto, Sangiovese e Uva del Fantini.
 Non poteva mancare l'abbinamento con la cucina tradizionale ed anche un breve capitolo sui vini da ricordare. Livia Elena Laurentino

domenica 27 dicembre 2015

Francesco Mastrorilli fotografa la sua Bologna e la mostra da Well Done Burger

Colli Bolognesi - Ph di Francesco Mastrorilli

Bologna narrata in un modo insolito e curioso dall’eclettico Francesco Mastrorilli , bolognese doc classe 78’, attore di cinema teatro e televisione, volto noto per i molti video che ha interpretato per Cesare Cremonini. Quelle di Francesco Mastrorilli non sono immagini da incorniciare ma da lasciare libere di navigare da Instagram a Facebook che solo eccezionalmente sono approdate sulle pareti di Well Done Burger in via Caprarie 3, l’hamburgheria gourmet nel cuore di Bologna. Piazza Maggiore, via Indipendenza, via Rizzoli, i Colli bolognesi sono solo alcuni dei luoghi immortalati dall’autore, che con le sue immancabili Converse ai piedi, logorate dai chilometri che hanno percorso e il suo inseparabile iPhone5 hanno creato delle immagini uniche. L’idea dell’autore, sviluppata a Bologna la scorsa estate, in realtà è nata nel 2000 durante un viaggio in America quando, camminando lungo una delle lunghissime e larghissime strade americane ha deciso di scattare la prima foto.La scorsa estate, in una Bologna torrida e deserta, Francesco ha rivissuto la stessa sensazione di tanti anni, si è sdraiato per terra ed ha cominciato a scattare foto da quel particolare punto di vista e pubblicando sui social gli scatti ha condiviso e continua a condividere con gli amici in rete l’ottica e le sensazioni che trasmettono i suoi scatti. Bologna sarà per l’artista il punto di partenza che proseguirà in un viaggio attraverso alcune città italiane, le più amate da Francesco come Roma, Cagliari e Milano. Le fotografie di Francesco Mastrorilli rimarranno esposte per qualche tempo…è sicuramente una mostra da non perdere. Neria Rondelli

venerdì 25 dicembre 2015

Le Gustosità di Neria: Il PAMPEPATO della VITTORIA


Auguri di Buon Natale con una fetta di pampepato. Questo goloso dolce di Ferrara, tipico del periodo natalizio, ha da pochissimo ottenuto il riconoscimento IGP portando così a quota  42 le DOP e IGP dell'Emilia Romagna. Io, che sono golosissima di questo dolce solitamente acquistato in pasticceria, quest'anno ho deciso di prepararlo in casa seguendo la ricetta della sig.ra Vittoria che ringrazio. Pensavo fosse un dolce molto complicato da preparare ma invece no è facilissimo ed ho scoperto anche che questo dolce, certo un po' calorico, è completamente privo di grassi e lieviti chimici… direi vegano. Sicuramente se ne potrà mangiare una fetta senza sensi di colpa gustandone pienamente la sua infinita bontà .




La ricetta: PAMPEPATO della VITTORIA
Ingredienti per 1 dolce di circa 800 gr:  di  200 gr di farina, 150 gr di zucchero o miele millefiori,  100 gr di mandorle, 50 gr di cedro candito, 50 gr di scorza d'arancia candita, 50 gr di cacao amaro in polvere, 30 gr di cioccolato fondente, 1 cucchiaino di spezie in polvere miste, (cannella, chiodi di garofano ecc.), la punta di 1 cucchiaino di ammoniaca per dolci, 1/2 bicchiere di acqua tiepida,  100 gr di cioccolato fondente per la copertura.In una casseruola sciogliere il cacao in polvere e il cioccolato fondente con il 1/2 bicchiere di acqua e lasciare intiepidire. 




Nel frattempo tritare la frutta candita, pelare le mandorle. Mescolare la farina con le spezie e l'ammoniaca, unire il miele ( io l'ho preferito allo zucchero), le mandorle, la frutta candita e mescolare con energia. Aggiungere la crema ottenuta con l'acqua e i cioccolati ed amalgamare energicamente l'impasto con le mani; la pasta dovrà risultare molto compatta e dura. 
Formare con l'impasto una pagnottina  a forma di cappello "papale" schiacciato (ecco perché questo dolce è anche conosciuto come PAMPAPATO); lasciare riposare 24 ore circa. Cuocere in forno a 170 gr per 50 minuti circa facendo molta attenzione a non bruciarlo il che è molto facile per la forte presenza di cioccolato. Sfornare , mettere il dolce su un ripiano  e lasciare raffreddare almeno mezza giornata.
Quando il dolce si sarà raffreddato, fondere il cioccolato e spalmarlo prima sul fondo, poi sul resto del dolce e lasciare asciugare. 
Il PAMPEPATO della VITTORIA si conserva in un luogo fresco  anche alcuni mesi. Con questo dolce al cioccolato abbinerei un bicchierino di rhum per esaltarne il cioccolato e le spezie.  

L'elegante Rhum Barbancourt 5 Stelle invecchiato 8 anni è secondo me il rhum ideale; ha aromi raffinati e fruttati con note che ricordano il vino Sauternes. Al palato è morbido e setoso con sentori di marmellata di albicocche, di croccante e torrone; di grande persistenza nel finale esce il miele e lo zenzero. E’ eccellente servito puro ma servito con ghiaccio ed una fettina di limone rivela la sua grande eleganza. Barbancourt è distribuito in esclusiva per l’Italia dalla Fratelli Rinaldi Importatori Bologna .
Buon lavoro, buon appetito e Buone Feste! Neria Rondelli

martedì 22 dicembre 2015

Il Natale è più dolce con Gino Fabbri

Finalmente i segreti del Campione del Mondo di pasticceria sono alla portata di tutti coloro che amano i dolci.
È stato pubblicato dalla Minerva edizioni il libro in cui Gino Fabbri, bolognese doc, non solo mette a disposizione di tutti le sue ricette, ma racconta anche di sè, la sua storia, la sua voglia da ragazzino di intraprendere questa professione anche se l'inizio è stato un po' per caso.
Un bel caso per la gioia di tutti i golosi!
Bologna per tradizione viene definita "la grassa" e sembra quasi una contraddizione ma il libro inizia con Bologna la Secca, proprio per l'amore che Gino ha per i dolci semplici di una volta, quelli legati alla sua infanzia, quelli dei suoi ricordi, come i biscotti del re di Altedo...
Legato alla tradizione  ma capace di realizzare dolci meravigliosi Gino ama la ciambella casalinga dice "...per la sua versatilità".
Di capitolo in capitolo si attraversa un mondo che passa dalle Torte da forno, ai Fritti di Carnevale, ai dolci di Natale, Biscotti, pan di Spagna e ancora fino alla Torta del Giubileo del 1998. Non manca la sezione dedicata al salato e quella alle nuove tendenze.
È comunque un libro che consente anche ai neofiti di misurarsi con la meravigliosa arte della pasticceria perché è di arte che si parla anche se Gino dice :"Non sono un maestro anche se sono in molti a chiamarmi così, ma solo uno a cui piace ciò che fa ". Livia Elena Laurentino

domenica 20 dicembre 2015

QUOTUS il notes che cercavi...



Sembra anacronistico nell'era di internet quando lo smart phone è sempre a portata di mano, parlare di scrittura su foglio o block notes, eppure credo che alcuni di noi difficilmente riescono a distaccarsi dalla penna, in fondo chi di tanto in tanto non prende un appunto su un pezzo di carta?
Ecco da dove nasce il desiderio, diventato quasi una necessità di creare qualcosa che non c'era, ovvero una linea di notes e blocchi realizzati con materiali pregiati: così nel 2011 è nato Quotus.
L'ispirazione della famiglia Aini è nata a Bruges, quando in una piccola bottega artigiana hanno trovato quello che cercavano, una volta rientrati in Sardegna, sfidando la crisi economica globale, hanno deciso di mettersi in gioco per realizzare un sogno…"

Minimo comun denominatore è la passione:"Facciamo una cosa che ci piace sperando che piaccia" e con queste parole sono partiti alla ricerca di pellami pregiati e di ottima carta vergata color avorio, prodotti solo sul territorio nazionale.
E' un vero made in Italy al 100% perché anche la manualità degli artigiani che producono pezzo per pezzo i notes sono italiani, conferendo a questa giovane azienda un valore aggiunto.
In linea con i tempi, è stata finanziata attraverso un'operazione di crowdfunding, ma è la qualità che l' ha portata al successo ed oggi Quotus realizza circa 8 mila pezzi all'anno, vendendo il 60 % della sua produzione all'estero attraverso la vendita on line per la maggior parte o nei migliori concept store.
Quotus rappresenta un' eccellenza italiana di coraggio e creatività, con un legame con il passato da cui la scelta del nome in latino, ed uno sguardo al futuro vista l'ultima creazione .
Novus book è il primo taccuino, unico al mondo con la copertina in pelle e fibra di carbonio. 
Per un regalo di classe raffinato www.quotus.it
Livia Elena Laurentino

venerdì 18 dicembre 2015

Le Gustosità di Neria - Faraona all'uva



La faraona, allevata fin dagli antichi romani, snobbata dagli amanti della selvaggina, ė comunque un ottima alternativa al pollo. Le carni saporite di questo volatile si prestano ad  abbinamenti  insoliti, per esempio l'uva, che con il suo sapore acidulo e dolce rende la carne  della faraona morbida e saporita e dona a questa pietanza  l'eleganza degna dei pranzi delle Feste. 

La ricetta della FARAONA ALL'UVA 





Ingredienti per 4 persone: 1 faraona pulita, 200 gr di uva bianca,1 piccola cipolla, 10 fette di guanciale, mollica di pane sbriciolata, 2 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato, 1 mestolo di brodo, 1/2 bicchiere di vino bianco secco, 2 cucchiai di aceto bianco,  2 cucchiai di olio extravergine di oliva, 2 cucchiai di burro, sale, pepe, noce moscata a piacere, timo e rosmarino

Fare soffriggere in una padella la cipolla, 1 cucchiaio di olio, 1 cucchiaio di burro e soffriggere dolcemente insieme la mollica di pane sbriciolata, il timo e rosmarino tritati; aggiustare di sale e pepe, noce moscata a piacere; mescolare, spegnere il fuoco e aggiungere il parmigiano. Lavare ed asciugare la faraona salarla e peparla internamente, quindi farcire con il ripieno. Avvicinare i lembi dell'apertura e fissarli con stecchini legno. Avvolgere il petto della faraona con le fettine di guanciale quindi legarla. Rosolarla velocemente in un tegame in tutte le sue parti, sfumarla con il vino.  Sistemarla in una pirofila che contenga la faraona a misura, spennellarla un poco con il restante olio, aggiungere il brodo e passarla in forno caldo a 170 gradi per 2 ore circa. 

Nel frattempo sbucciare l'uva  raccogliendone il succo di metà acini. 
A fine cottura sfornare la faraona, avvolgerla in un foglio di alluminio e farla riposare per una decina di minuti. Versare il fondo di cottura in un tegame, unire il succo d'uva e l'aceto e ridurre il liquido a fuoco basso. 
Filtrare la salsa, rimetterla sul fuoco, aggiungere il rimanente burro, gli acini sbucciati e scaldare il tutto per qualche minuto. Servire l’arrosto irrorato con la salsa e qualche fetta di polenta grigliata a piacere. 
Servire la FARAONA ALL'UVA  con un vino rosso di carattere come il Montefalco Sagrantino, armonico e di buona gradazione alcolica, vino perfetto per affrontare un arrosto di faraona con un ricco condimento. Temperatura di servizio 16 - 18 gradi. Buon lavoro e buon appetito! Neria Rondelli




Mata Heri augura buon ascolto con Freedom - Jimi Hendrix 



 

venerdì 11 dicembre 2015

Le Gustosità di Neria - Gratin di patate alla Trentina


Pochi ingredienti per ottenere un piatto che nella sua semplicità è un vero capolavoro; ottimo latte, panna fresca non pastorizzata , patate (quelle a pasta gialla compatte e sode) e formaggio poco stagionato (tipo fontina). Considerare questo eccellente gratin un semplice contorno, viene infatti servito sempre con arrosti, è un poco riduttivo. E’ un piatto che può essere portato in tavola anche da solo, come antipasto o come piatto di mezzo accompagnato da una fresca insalata mista. Prepararlo è proprio semplicissimo; il tempo più lungo è il passaggio in forno. 





La ricetta del GRATIN DI PATATE ALLA TRENTINA
Ingredienti per 6 persone: 1,5 kg di patate , 1 lt  di latte, 2 dl di panna, 100 gr di formaggio Fontal Trentino, 30 gr di burro, 1 spicchio di aglio, sale , pepe, noce moscata




Sbucciare e lavare velocemente le patate, asciugarle con un canovaccio, tagliarle a rondelle. Portare ad ebollizione il latte in una casseruola; appena bolle, abbassare il fuoco, aggiungere la panna e metà del formaggio, mescolare, regolare di sale ed insaporire con pepe e noce a moscata a piacere. Aggiungere le patate affettate e mescolare con un cucchiaio di legno. 





Cuocere a fuoco basso per 20 minuti mescolando delicatamente per evitare che le patate si rompano o si attacchino al fondo della pentola. Scaldare il forno a 180 gradi. Sbucciare l'aglio, schiacciarlo leggermente e passarlo all'interno di una pirofila; trasferire nel recipiente le fette di patate disponendole a strati, alternandole al rimanente formaggio grattugiato grossolanamente; 











distribuire in superficie fiocchetti di burro, infornare e cuocere per 1 ora poi abbassare la temperatura a 160 gradi e cuocere ancora finché  la superficie diventerà leggermente gratinata e morbida. 








Servire il GRATIN DI PATATE ALLA TRENTINA con  un delizioso vino rosato, di carattere come Lagrein Kretzer Doc St.Michael-Eppan Südtirol-Alto Adige ; è un bel vino color ciliegia chiaro, brillante; fruttato con netti aromi di ciliegia, lampone e ribes rosso, in bocca mostra una struttura piena, una piacevole acidità ed una gradevole freschezza. In tavola si abbina a salumi specialmente lo speck, a primi piatti e molti piatti tipici della cucina trentina proprio come la mia ricetta.

Buon lavoro e buon appetito! Neria Rondelli









giovedì 10 dicembre 2015

Il Pampapato ferrarese ottiene l'IGP

Il paniere dei prodotti tipici dell'Emilia Romagna che hanno la certificazione DOP o IGP  ancora una volta si arricchisce raggiungendo il traguardo dei 42 e confermando la regione al primo posto con più prodotti riconosciuti dall'Unione Europea, con il Pampepato.


Dolce tipico ferrarese il Pampapato o Pampepato è uno dei più antichi della regione , le sue origini risalgono intorno al 1600 quando le suore del Corpus Domini  presero spunto da una ricetta di Cristoforo Messisburgo, grande cuoco degli Estensi, per realizzare un dolce al quale avevano aggiunto la polvere di cacao, ingrediente prezioso proveniente da oltreoceano.
Fatto a forma di zuccotto con mandorle o nocciole, arricchito di spezie e canditi, viene rivestito la una calotta di cioccolato fondente il pampapato, deve il suo nome forse perchè destinato come dono ai Papi, tuttavia  nella vicina Bologna esiste un dolce che, seppure diverso, ha molte analogie negli ingredienti e prende il nome di Certosino. Livia Elena Laurentino 




domenica 6 dicembre 2015

La prima volta di TASTE of CHRISTMAS a BOLOGNA !


           




Si è conclusa solo una settimana fa l'edizione bolognese di Taste of Christmas, la tre giorni gourmand approdata sotto le due torri per la prima volta e già se ne sente la mancanza. L'evento ha riscosso subito un grande successo di pubblico, insolito per i bolognesi spesso guardinghi di fronte alle novità. I numeri della manifestazione sono noti a tutti per cui per ricordare l'evento la redazione ha deciso di pubblicare solo alcune foto per ricordare quei piacevoli momenti.

                        



 

                               AUGURI !


                               







sabato 5 dicembre 2015

La città golosa - BOLOGNA - I magnifici 100


È disponibile in edicola, in libreria e sul web LA CITTÀ GOLOSA- BOLOGNA, una guida di tutte le squisitezze del territorio di Bologna e provincia; è una raccolta "golosa" di luoghi dove acquistare i migliori ed unici prodotti del territorio ( negozi, mercati, salumerie, gastronomie, sfogline, panifici, pasticcerie, enoteche), di luoghi dove poter gustare le migliori prelibatezze ( ristoranti, trattorie, osterie); disponibile in italiano ed in inglese, questo libro è una idea originale ed anche utile da regalare a Natale agli amici.  
Gli autori sono giornalisti professionisti che amano entrambi la buona cucina, il cibo eccellente da gustare in locali accoglienti e piacevoli: Alessandra Lepri, toscana di origine e bolognese di adozione, giornalista e organizzatrice di eventi e Leonardo Tozzi editore e giornalista. 
La collana LA CITTÀ GOLOSA ha debuttato ora a Bologna; seguiranno Firenze, Verona, Genova... è un libro, una guida utile da acquistare sicuramente. 
Edizioni  Florence Press a soli 12 euro.
Neria Rondelli

L'editore Leonardo Tozzi e
l'autrice Alessandra Lepri

                                       













Per presentare il debutto di una nuova guida gastronomica, e non solo, di Bologna quale location migliore se non quella di un ristorante ? Il prescelto è stato E' cucina Leopardi di Cesare Marretti, chef famoso e volto televisivo de La Prova del Cuoco, che ha deliziato i presenti in attesa di conoscere la novità editoriale con una serie di piatti semplici e appetitosi alcuni dei quali ve li raccontiamo attraverso le foto.
Livia Elena Laurentino


Crema di cannellini con maltagliati
Crema di zucca con ricotta di bufala
     




Mozzarella di bufala con crema di pera 
e olio nuovo
Pollo croccante , formaggio e cappuccio
di verdure

venerdì 4 dicembre 2015

Le Gustosità di Neria: IL SACCHETTO GOLOSO


Un'idea per il pranzo di Natale. Una minestra in brodo, quello buono di cappone; la ricetta è molto vecchia , dispersa nel tempo. Ho voluto provarla, modernizzandola un poco non tanto negli ingredienti piuttosto negli "strumenti" per ottenerla: ho usato la "carta fata" sostituendola alla tela per ottenere il sacchetto nel quale cuocere la pasta. Il risultato... un successo. Primo piatto , semplice e facilissimo da preparare, gustoso ed elegante adatto proprio ai menù delle Feste. Preparatene tanta perché va a ruba, finisce subito...

                                                                                         La ricetta del SACCHETTO GOLOSO
 















Ingredienti per 8 persone: 4 uova, 8 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato, 8 cucchiai di semolino, 8 cucchiai di farina, 80 gr di mortadella, 80 gr di prosciutto di Parma, 70 gr di burro.











Tritare abbastanza finemente  la mortadella ed il prosciutto con il coltello non con tritatutto elettrico per non alterarne il sapore. Mescolare le uova con il parmigiano, il burro ammorbidito,  il semolino, la farina; aggiungere il trito di salumi, mescolare e formare una palla.





Prendere un foglio di carta fata,  mettere la palla di impasto nel centro, legarlo molto bene. 
Immergerlo nella pentola del brodo insieme alle carni che stanno cuocendo e continuare la cottura per almeno 1 ora. 
Passato questo tempo togliere il sacchetto, lasciare raffreddare. Tagliare la palla di pasta ottenuta a piccoli dadi. 

Al momento di servire la minestra , buttare  i dadi di pasta nel brodo di carne in bollore e spegnere immediatamente. In origine per ottenere questa minestra si usava la tela per formare il sacchetto ma è un poco difficoltoso avere in casa tela adatta; come ho già detto ho usato carta fata con un risultato ottimo sia nel sapore che nella praticità ; valida alternativa è la carta forno. 

A questa deliziosa minestra servire in abbinamento Bonarda  LA BARABINA, Tenuta Villa Tavernago, vino frizzante dal colore rosso rubino ottenuto in purezza da vitigni di Bonarda biologica. Vino gradevolmente profumato di frutti rossi di bosco con note spiccate di mora, al gusto è fresco; equilibrato e di buon corpo si abbina perfettamente alle minestre in brodo, ai risotti, ai bolliti e arrosti. Temperatura di servizio 15 gradi.
Buon lavoro e buon appetito. Neria Rondelli