lunedì 29 febbraio 2016

Due Arti e un MITO a Parmigiano Reggiano Identity

Ingresso del Labirinto della Masone
Due arti si sono unite in occasione di PR Identity, un evento svoltosi nella splendida cornice del Labirinto della Masone nei pressi di Fontanellato in provincia di Parma.
Parliamo del più grande labirinto d'Europa, ideato e costruito nella sua tenuta da Franco Maria Ricci, designer ed editore di libri prestigiosi, che nelle sale attigue al museo ha accolto una trentina di produttori che hanno presentato le loro eccellenze a stampa e ristoratori. Un'occasione dunque per ammirare splendide opere d'arte della collezione FMR e approfondire la conoscenza dell'arte casearia.


Attraverso le degustazioni è stato possibile capire le caratteristiche e le differenze che ogni forma del Re dei formaggi ha, dal profumo alla morbidezza al gusto, anche a parità di stagionaturae nonostante per la loro produzione venga seguito un rigido disciplinare. Tante le tipologie anche il biologico e le novità come il kosher . Oggi gli aderenti al Consorzio sono all' attivo 230 caseifici e visto il successo della giornata, nelle prossime edizioni ne saranno coinvolti sicuramente molti di più dei presenti a questa prima.



Partner anche in questa occasione l'Associazione CheftoChef che, rappresenta oltre 50 cuochi dell'Emilia Romagna, tra cui molti stellati e che attraverso il suo presidente Massimo Spigaroli, ha manifestato il suo plauso all'iniziativa che va incontro alla ristorazione perché dall'interscambio, tra produttori e chef, si migliora anche il rapporto con i propri clienti grazie ad una maggiore conoscenza del prodotto.
Non solo degustazioni, ma anche momenti di confronto e presentazione del “5/4 del Re del latte” un' idea del consorzio del Parmigiano Reggiano.


Con il marchio Mito, un marchio di loro proprietà con il quale negli anni novanta si marchiava una mono porzione da snack,sul mercato si tuteleranno alcuni prodotti, attenzione non sotto prodotti, ma quelli che fino ad venivano venduti comunque senza una precisa identità.
Sono prodotti che derivano dal " re dei formaggi “ e quindi troveremo il tosone, ritagli della forma di cagliata fresca prima della salatura oramai introvabile, messo sottovuoto, la ricotta, lo yogurt, il parmigiano fresco e la caciotta.   Livia Elena Laurentino

sabato 27 febbraio 2016

"Sotto il cielo di Fred " dal 27 febbraio al 5 marzo a Torino


Che cos’è la “merenda sinoira”? E dove si trova la “piola”? In occasione di SOTTO IL CIELO DI FRED, il Festival dedicato a Fred Buscaglione, un percorso enogastronomico guida alla riscoperta delle piole e dei ritrovi conviviali torinesi della Torino anni ’50 con musica e menù ispirati alla tradizione della merenda sinoira e della cucina piemontese.
Il viaggio tra luoghi e tempi diversi parte oggi 27 febbraio e dura tutta una notte, coinvolgendo 24 piole e trattorie, 4 produttori di Barbera e 24 musicisti. Nella Notte Rossa Barbera, tra un menù Buscaglione e un bicchiere di vino rosso, la cena sarà accompagnata dall’esibizione itinerante dei giovani cantautori selezionati tra i 430 iscritti al PREMIO BUSCAGLIONE.
L’obiettivo è avvicinare il grande pubblico al consumo critico e ai prodotti regionali in un’inedita cornice interattiva tra produttori e ristoratori, musicisti e avventori.
Nel circuito delle 24 piole, inoltre, durante i giorni del Festival, che termina il 5 marzo, sarà possibile degustare il MENÙ BUSCAGLIONE, per riscoprire i ritmi lenti e conviviali della tradizione culinaria piemontese a prezzi popolari.
Il menù Buscaglione a 15 euro prevede: 4 antipasti, 1 primo, 1 dolce, acqua e caffè.
“Sotto il cielo di Fred” è spettacolo e degustazione, ma è anche lenta occasione di approfondimento, gioco e divertimento. Tra le iniziative in programma:
il Festival del Bagnet Vert, una sagra, una gara popolare e una festa per rendere omaggio al re delle salse piemontesi, il "bagnet vert" (domenica 28 febbraio, ore 16 - Bocciofila Vanchiglietta, Lungo Dora Colletta 39/A). Durante la giornata, dieci squadre si contenderanno il Gran premio del migliore "bagnet vert" a colpi di mezzaluna, prezzemolo, aglio e ricette segrete.
Info - iscrizioni a squadra: 10 euro la prima persona, 5 euro le altre. Prenotazione obbligatoria: 349.2237484, info@bagnettoverde.it.
Corso di cucina piemontese "Sono un duro ma facile alle cotte... innamorarsi di una cucina per duri" (martedì 1 marzo, ore 20 - Cenerentola Prét à manger, corso Casale 104/E). Alla scoperta delle ricette della tradizione piemontese: una cucina dai sapori intensi, per duri dal cuore tenero. Il corso si concluderà con la degustazione dei piatti preparati: cipolline in agrodolce con tonno; acciughe in salsa rossa e chiodi di garofano; battuta con zenzero, cipolla e capperi alle nocciole tostate; vitello tonnato alla monferrina; carpione di pollo impanato al mais e arance.
Info - quota di partecipazione a persona (bevande escluse): 25 euro. Prenotazione obbligatoria: 349.1825534.
Le 24 piole coinvolte:
Ostu (via Cristoforo Colombo 63), Vineria Rosso di Sera (via Germanasca 37C), Ristorante Ratatui (via San Rocchetto 34), Trattoria L'Oca Fola (via Drovetti 6), La Cricca (via Giulio 25Bis), 51 Manifattura alimentare (Lungo Dora Firenze 51), La Locanda del Bollito (corso Palermo 22), Bocciofila Vanchiglietta (Lungo Dora Colletta 39A), Officine Corsare (via Pallavicino 35), De Amicis Cafè Restaurant (corso Casale 134), Taverna di Biagio (via Castelnuovo 4), Trattoria Piemontese (via Napione 45), La Vetreria (corso Regina Margherita 27), Osteria Vanchiglia (via Vanchiglia 16), Enoteca Vineria La Buta Stupa (via Gaudenzio Ferraris 5), Cafè Tabac (Murazzi del Po), La Locanda del Sorriso (via Saluzzo 6G), Enò (via Galliari 12L), SanSalvario Bistrot (via Berthollet 23F), Angela Torrefazione Rio Negro (via Berthollet 19), Il Camaleonte (via Berthollet 9F), Schatzalie (via Belfiore 15E), Barbagusto (via Belfiore 36), Bagni Municipali (via Morgari 14).
I 24 cantautori:
#Themorbelli, Antimusica, Benardo Sommani, Biagio Accardi, Daniele Isola, Diego Puzzo, Doc Brown, Federico Doria, Il Progetto, Il Rondine, Irma non esiste, I tre pini, La distanza della Luna, L’Elefante Effervescente, Matteo Canale, Matteo della schiava, Mozo, Na Isna, Nicola Martini, Noris Pella, Paolo Rig8, Salvario, Stefano Nottoli, Vinsanto.
I 4 produttori di Barbera:

Beltramo azienda agricola (Barge, CN), L’Autin (Campiglione Fenile, TO), Poderi Girola (Calliano, AT), Santa Clelia azienda vitivinicola (Mazzè, TO).  C.S.   

venerdì 26 febbraio 2016

Le Gustosità di Neria - Il Salame dolce



Questo è un dolce semplice, della tradizione. È sempre molto piacevole da mangiare e tenerlo in freezer pronto per essere servito risolve al meglio quanto si hanno ospiti improvvisi. Io lo preparo diversamente dal classico; aggiungo noci e liquore nocino per amalgamare donando a questo semplice dolce un gusto molto particolare. 























La ricetta del SALAME DOLCE 
Ingredienti per 6 persone: 300 gr di biscotti secchi, 75 gr di burro, 100 gr di zucchero, 75 gr di cacao amaro in polvere, 1 uovo, 50 gr di gherigli di noce, 1 bicchierino di liquore Nocino
Tritare grossolanamente i biscotti secchi e i gherigli di noce. In una ciotola mescolare il burro ammorbidito, l'uovo, il cacao; unire lo zucchero, i biscotti e le noci ed amalgamare tutti gli ingredienti con 1 bicchierino di Nocino. Disporre il composto su un foglio di carta forno, avvolgere dando la forma di salame. Deve riposare almeno 3 o 4 ore in frigorifero prima di servirlo tagliato a fette. Può essere anche conservato in freezer. In questo caso toglierlo mezz'ora prima di servire il dolce. Servire il SALAME DOLCE tagliato a fette con un bicchierino di Nocino (vedi ricetta 26/06/2015), lo stesso che si è usato per preparare il dolce. Buon lavoro e buon appetito ! Neria Rondelli

venerdì 19 febbraio 2016

Le Gustosità di Neria - I Cappellacci di zucca Ferraresi


Ecco qua la mia versione dei cappellacci (caplaz in dialetto ferrarese) con la zucca. Io personalmente li adoro e sono proprio contenta del riconoscimento Igp che hanno recentemente ottenuto, giusto per non confonderli con tutte le altre versioni di paste ripiene che ogni regione propone. Preparo il ripieno, come anche il disciplinare indica, rigorosamente con la dolce e saporita zucca “violina”, e tanto buon parmigiano 36 mesi. La sfoglia la preparo con due farine perché essendo il ripieno abbastanza morbido, regge meglio la cottura. Li condisco con un saporito e robusto ragù alla “ferrarese”, preparato con 1/3 di salsiccia e 2/3 di macinato di bovino, che con la dolcezza del cappellaccio rende questo piatto equilibrato e speciale.

La ricetta dei CAPPELLACCI di ZUCCA FERRARESI

Ingredienti per 6 persone
Per il ripieno:1 kg e 1/2 di zucca violina  ( cotta 500 gr), gr 150 gr di parmigiano reggiano grattugiato, noce moscata, 1 rosso d'uovo, sale, pepe, 
Per la sfoglia : 300 gr di farina di grano 0, 100 gr si semola di grano duro, 4 uova.

Pulire la zucca scartando la parte centrale e cuocerla in forno. Quando è pronta, togliere la buccia e con una forchetta schiacciare la polpa. In una ciotola mescolare la zucca con il parmigiano grattugiato, il rosso d'uovo, abbondante noce moscata, sale e pepe. Amalgamare molto bene tutti gli ingredienti. Preparare ora la pasta  con le uova e le farine e stendere una sfoglia non troppo sottile. 
Con un coltello tagliare dei quadrati di circa 6/7 cm di lato. Porre al centro di ognuno una cucchiaiata di ripieno e piegare la pasta a tortello premendo bene i bordi. Mettere sul fuoco una pentola con abbondante acqua salata e quando bolle versare i cappellacci. Appena vengono a galla scolarli con un mestolo e disporli delicatamente in una terrina. Personalmente preferisco condirli con un saporito ragù di carne, ma chi ama un gusto delicato può servirli con il burro fuso e parmigiano. 







Servire i CAPPELLACCI di ZUCCA FERRARESI al ragù caldissimi con un calice di Sangiovese di Romagna Superiore Primo Segno della cantina Villa Venti. Questo pluripremiato vino rosso è  ottenuto da 4 biotipi di Sangiovese ed è uno dei più importanti prodotti dell'Azienda Villa Venti che risiede nella provincia di Forlì-Cesena, regione Emilia-Romagna. Vino di un bel colore rosso rubino intenso, dai profumi di frutta matura a bacca rossa e note floreali di viola, persistente, giustamente tannico, di grande equilibrio si abbina perfettamente con pietanze strutturate come i miei CAPPELLACCI DI ZUCCA FERRARESI , ma anche con lasagne, tagliatelle al ragù, gramigna con salsicia e secondi piatti di carne cucinata anche in tegame con intingoli vari.
Temperatura di servizio 16 - 18 gradi.

Buon lavoro e buon appetito. Neria Rondelli



giovedì 18 febbraio 2016

I Love Italian Food a DUBAI dal 21 al 23 febbraio

Quella di I Love Italian Food è una storia di passione, tenacia e amicizia, partita dall’Emilia Romagna ed estesa oggi a livello internazionale, con oltre un milione di follower solo su Facebook e che ha registrato 320 milioni di contatti solo nell'ultimo trimestre del 2015, distribuiti in tutto il mondo, per il 95% all’estero. A Dubai che si svolgeranno le 3 giornate di eventi e incontri 100% italian, durante il Gulfood 2016, una delle vetrine più importanti del mondo per i fabbricanti, distributori e fornitori di tutti i settori chiave nel mondo dell'ospitalità e alimentazione.
Un’idea, I Love Italian Food, nata dal basso con una mission ben definita, diffondere la passione per la cucina e il cibo italiano. Da tutto questo si è creato un circolo virtuoso di iniziative come 100per100 italian in Tour, eventi rivolti ai professionisti del settore, per favorire una maggior diffusione di idee, contatti e novità nel mondo del cibo italiano.
Proprio a Dubai si terrà questo nuovo evento, che inizierà il 21 febbraio con I Love Italian Food & Friends, una serie di interviste agli ambasciatori del Made in Italy. Per poi proseguire il 22 febbraio con Italians do eat better, attività media all’interno della fiera Gulfood con performance esclusive realizzate dai professionisti del settore del network in collaborazione con i nostri partner. L'evento si concluderà il 23 febbraio con la 100per100 italian night, l’evento VIP che sarà realizzato presso il Tre Lounge – Nassima Royal Hotel, riservato solo a professionisti del settore e sarà l’occasione per fare relazioni e degustare il vero Made in Italy.
Queste tre giornate sono state organizzate con le forze di I Love Italian Food, e grazie alla partecipazione di importanti sponsor tra cui Bauli, Due Vittorie, Molino Vigevano, Parmareggio, Rizzoli Emanuelli, DHL Global Forwarding, SMEG che hanno aiutato a trasformare Dubai in una vetrina degli eventi 100per100 italian, ospitando food influencer, chef, buyer, giornalisti e deliziando il loro palato con le vere eccellenze made in Italy.
Nasce quasi tre anni fa a Reggio Emilia il progetto I Love Italian Food declinato oggi sotto molti aspetti, tutti uniti dal filo rosso dell’amore per il cibo italiano in tutte le fasi della filiera alimentare. Queste le tappe: la creazione della pagina sul più noto dei social network nel 2010, la costituzione dell’associazione no profit nel 2013 di pari passo con una sempre maggiore interattività con i fan, lo sviluppo di azioni di promozione fino al maggio 2014, quando viene costituita la società e I Love Italian Food diventa un progetto concreto grazie anche alla collaborazione con You Can Group, la società fondata nel 2003 a Bologna da Sara Roversi e Andrea Magelli, attiva nei settori food, design, social-innovation, emotional marketing e start-up incubator. C.S.

mercoledì 17 febbraio 2016

I Cappellacci ferraresi entrano tra i "magnifici 43" dell'Emilia Romagna con l'IGP





La scorsa settimana un altro prodotto tipico emiliano ha ottenuto il marchio IGP dalla Comunità Europea : il prestigioso riconoscimento è stato ottenuto dai Cappellacci di Zucca che affiancano altri due prodotti ferraresi, la Salama da sugo e il Pampepato,  che di recente sono entrati a far parte dei prodotti a marchio UE.

Diventano quindi 43 i prodotti che l'Emilia Romagna può vantare per distinguersi come leader rispetto alle altre regioni italiane, per maggior numero di riconoscimenti.
I cappellacci di zucca, i dialetto Caplaz, perchè assomiglia al cappello di paglia dei contadini, nasce alla corte degli Este : farina di grano tenero e duro con le uova per tirare la sfoglia, e la zucca rigorosamente "violina"  tipica della zona, condita con parmigiano reggiano o grana padano, uova sale, pangrattato e noce moscata per fare il ripieno . Questa è la ricetta che si è tramandata nei secoli, ma che ogni famiglia poi personalizza secondo la propria tradizione.
Venerdì 19 la rubrica Le Gustosità di Neria proporrà la sua versione ! Laura Neve

lunedì 15 febbraio 2016

MISSBAKE a Bologna ... il posto che mancava !


"I sogni son desideri, chiusi in fondo al cuor...    credi fermamente e il sogno realtà diventerà" ... così recitano i versi della canzone del film di Cenerentola, ma per Stefania Vergnani il sogno è diventato realtà grazie alla dedizione, alla perseveranza e alla ricerca.


Così nasce MissBake ... il posto che a Bologna mancava, in via Marsili 1/c,  nella zona dei tribunali, a due passi dal centro, luogo che più che defilato definirei riservato, volutamente lontano dal passeggio dello shopping distratto. Ecco che questo nuovo locale, con il laboratorio a vista, offre una pausa golosa dove coccolare il palato all'insegna della leggerezza, come per la rivisitazione della Torta Belga della Sorelle Simili che Stefania e la sua collega Carlotta Gieri propongono in una versione più light, o come con la ganeau innovativa versione della tradizionale ganache di cioccolato realizzata e a marchio registrato da Missbake per  decorare torte, cupcake, macarons o realizzare mignon coloratissimi dai gusti incredibili.  Oltre ad una lista infinita di biscotti e torte personalizzabili qui il dolce convive piacevolmente con il salato  ed infatti troveremo ricotte cunzate, zuppe, gallette bretonnes  e d altro ancora. Da Missbake si ordina e si porta a casa, si sosta con gli amici per la pausa pranzo o per il the del pomeriggio, ma il menù è sempre una sorpresa perchè come dicono le padrone di casa " ogni mattina andiamo al mercato poi decidiamo cosa fare ". Qui l'ingrediente principale è la fantasia ! ma non lo si può raccontare bisogna ...ASSAGGIARE . Livia Elena Laurentino

sabato 13 febbraio 2016

Un sorso di Trois Rivières e assapori la Martinica


Guardare la foto e indovinare dove si trovi questo posto incantevole è molto difficile a meno che uno non ci sia già stato, così rivelerò che si tratta di un angolo di Martinica, isola delle Antille francesi  . qui non solo mare, spiagge e sole, ma anche della canna da zucchero materia prima indispensabile per fare un buon ...rum! Una delle piantagioni più antiche è quella del Trois Rivières, che risale alla metà del XVII secolo, quando Nicolas Fouquet, Sovrintendente alle Finanze del re Luigi XIV, volle farne la tenuta più grande dell’isola  con i suoi 220 ettari. A quei tempi, la canna da zucchero veniva frantumata con l’ausilio dei mulini a vento dell’epoca: simbolo ancora oggi, che campeggia su ogni bottiglia di Trois Rivières . Questo rhum agricolo  nel 2016 presenta la sua nuova cuvée celebrativa “355 Anni”. che ricordano appunto  i 355 anni della piantagione martinicana da cui hanno origine.
Il Rhum, a gradazione 55% vol., è confezionato in una bottiglia di straordinaria bellezza, che nell'eleganza delle sfumature e della grafica, evoca i colori del cielo e del mare della Martinica.
Per san Valentino fateci un pensiero ...viaggio in Martinica ? Magari ! Se no anche una bottiglia di Trois Rivières, può darti le stesse emozioni. Livia Elena Laurentino 

venerdì 12 febbraio 2016

Le Gustosità di Neria - Filetto alla Stroganov


Ricettina veloce veloce per fare bella figura con gli ospiti senza troppa fatica e di sicura riuscita: la possiamo considerare un po' vintage - anni '80,  ma molto buona e i complimenti saranno assicurati. 
È di rapida esecuzione così rimane il tempo per apparecchiare la tavola con cura e sistemare tutto prima dell'arrivo degli ospiti. 
La ricetta del  FILETTO ALLA STROGANOV


Ingredienti per  4 persone: 500 gr di filetto di manzo tagliato a striscioline, 500 gr di funghi coltivati, 2 cucchiai di senape, 2 cipolle medie, 1 cucchiaio di yogurt greco, 1 dl di panna, il succo di 1 limone, timo, 20 gr di burro,  2 cucchiai di olio extravergine di oliva, sale , pepe 
Preparare la panna acida mescolando in un recipiente la panna con lo yoghurt, il succo del limone filtrato e un pizzico di sale; coprire con una pellicola e riporre la panna acida in frigorifero. Pulire i funghi lavarli velocemente, asciugarli e tagliarli a fette sottili nel senso della lunghezza. Pelare le cipolle , affettarle finemente soffriggerla dolcemente in una padella con 2 cucchiai di olio e 1 cucchiaio di burro; unire i funghi e cuocere a fuoco vivace per 10 minuti; salare, pepare e tenere a parte. Saltare la carne a fuoco vivo in un'altra padella con il rimanente burro e 1 cucchiaio di olio mescolando finché si sarà ben rosolata. 
Unire la senape, i funghi e regolare di sale e pepe. 
Incorporare la panna acida mescolando e continuare la cottura per


qualche istante. 

Servire il FILETTO ALLA STROGANOV caldissimo cosparso di foglioline di timo fresco. 

In abbinamento consiglio un vino di carattere come per esempio Teroldego Doc cantina di Toblino, vino rosso ottenuto dal vitigno autoctono del Trentino. Le uve provengono dai vigneti situati in fondovalle nella Valle dei Laghi; maturano perfettamente grazie al microclima mite e ventilato, all’azione dell’ “Ora del Garda”, alla presenza di alte pareti rocciose che assorbono e trattengono il calore del sole. 
Da queste uve si ottiene un vino dal colore rosso rubino intenso quasi violaceo. Il profumo è fruttato con sentori di lampone e frutti di bosco. In bocca è asciutto e deciso, strutturato e di equilibrata tannicità. Da degustare in calici ampi  si accompagna a piatti a base di carne, ma anche a primi piatti ben conditi e ai formaggi saporiti. Temperatura di servizio 16 - 18 gradi. Buon lavoro e buon appetito ! Neria Rondelli

mercoledì 10 febbraio 2016

Una food blogger alla Corte del Re.


Con martedì grasso  è terminato il Carnevale  e ieri sera 9 febbraio  nella "capitale  delle Feste" a Venezia si sono conclusi all’Arsenale i Galà Dinner e il club ufficiali del Carnevale di Venezia 2016.

Nel club più esclusivo del Carnevale 2016 si rivivono le atmosfere degli antichi fasti della Repubblica di Venezia ed “Il Banchetto del Re , ovvero la Polvere di Cipro ” , che si è svolto la scorsa domenica è  stata un'esperienza davvero unica.
Un tempo Venezia era il fulcro del mondo allora conosciuto, e la fabbrica dell’Arsenale sfavillava con statue, decorazioni e fuochi, per festeggiare il Re di Francia, Enrico III di Valois che ne rimase sbalordito e meravigliato.  
La serata è stata coinvolgente e gli ospiti rigorosamente tutti mascherati, sono diventati protagonisti confondendosi tra acrobati, cortigiane e arsenalotti, in un' atmosfera  di luci, suoni e colori che hanno reso magico questo viaggio attraverso il tempo.
Il menù del Il Banchetto del Re è stato sublime, con un susseguirsi di sapori che hanno ammaliato non solo il palato, ma anche la vista.

Ecco la documentazione fotografica 






Brisighella di Verza e Gambero Rosso su crema di radicchio tardivo e bacon croccante
La Brisighella di verza è un fagottino composto all’esterno da una foglia di verza dal colore molto acceso e ripieno da una farcia a base di gambero rosso con radicchio.











La vellutata do Colombina con patate, capesante scottate e tartufo bianco
La vellutata di Colombina è una crema di patate e capesante con scaglie di tartufo














Scaramuccia di ricotta e olive su guazzetto di polipo
La Scaramuccia è un saccottino fatto con pasta di crepes legato con porro e servito su piatto fondo su un letto di polipo in guazzetto con patate









Trancetto di tonno in crosta di sesamo con verdure Arlecchino e salsa di soia
Il trancetto di tonno è servito su una leggera crosta di sesamo e accompagnata da verdure con colori brillanti che ricordano il vestito di Arlecchino








La mousse di Gianduia con frutti rossi e galano croccanti
E' una mousse a base di cioccolato gianduia accompagnata dai tipici galani fritti di carnevale e dai frutti rossi con la loro salsa. Il tutto accompagnato da ottimo Prosecco e da vino del Collio.
Neria Rondelli 

martedì 9 febbraio 2016

BRANKO i vini del Collio


Igor Erzetic
Branko è una piccola Azienda a conduzione famigliare che prende il nome da Branko Erzetic, padre di Igor, l’attuale proprietario. È situata nel cuore del Collio Cormonese, in prossimità del confine sloveno. La fondazione risale al 1950, ma il legame di questa famiglia con la terra è molto più antico. La maggior parte dei vigneti fanno da cornice alla cantina, mentre altri scendono dolcemente dalle colline circostanti: si tratta di “vigne-giardino”, con forme di allevamento tradizionali e alla francese. Le ridotte dimensioni aziendali permettono una gestione estremamente curata e funzionale. I vini sono sempre di correttezza e di pulizia esemplari: decisi e verticali, sono in gran parte destinati ai mercati internazionali (fra cui quello inglese e quello statunitense).
Dall'inizio del 2016 La Fratelli Rinaldi Importatori  distribuirà i prodotti di quest'azienda, ovvero: 
FRIULANO – COLLIO D.O.C.
Prodotto con uve 100% Friulano, viene lavorato per un 5% in rovere francese da 400 litri. Di colore paglierino con riflessi citrini, al naso ricorda molto bene la pera e la mandorla; al palato è molto sapido e strutturato. Servito a 12 gradi, si abbina a prosciutto crudo, minestre di buona sapidità, piatti di pesce (baccalà, stoccafisso), formaggi stagionati.
SAUVIGNON – COLLIO D.O.C.
Ottenuto da uve 100% Sauvignon, viene lavorato soltanto in acciaio, senza uso di legno. Di colore paglierino, è vino aromatico, con sentori di pesca bianca, pompelmo rosa, foglia di pomodoro; il sapore è asciutto, pieno, armonico. Servito a 12 gradi, si sposa a paste farcite con condimenti di pomodoro e basilico, o a carni secche abbinate a verdure crude (sedano, finocchio).
PINOT GRIGIO - COLLIO D.O.C.
Prodotto con uve 100% Pinot Grigio, per un 10% viene affinato in rovere francese da 400 litri. Di colore giallo paglierino intenso, all’olfatto ricorda la crema pasticciera, la rosa canina e la mela, e altri frutti a pasta gialla. Al gusto è piacevolmente sapido, pieno, armonico. Servito a 12 gradi, è un ottimo aperitivo, e accompagna bene antipasti e crostini di pesce, crudo e cotto.
CHARDONNAY - COLLIO D.O.C.
Ottenuto da uve 100% Chardonnay, per un 20% viene affinato in rovere francese da 400 litri. Di colore giallo paglierino, al naso ricorda molto la banana e l’ananas; al palato è molto strutturato, pieno, armonico. Servito a 12 gradi, è ideale sui brodetti, sui primi importanti, sul pesce al forno e sui formaggi stagionati.
CAPOBRANKO - VENEZIA GIULIA I.G.T. BIANCO
Prodotto con uve 70% Malvasia Istriana, 20% Friulano e 10% Sauvignon, viene fermentato e affinato in rovere francese da 400 litri, di secondo passaggio. Di colore giallo paglierino brillante, all’olfatto ricorda l’amarena, la marasca e altri frutti a bacca rossa; il suo gusto è strutturato e robusto, senza nulla perdere in eleganza e armonia. Servito a 12 gradi, è eccellente sul pesce fritto, sulle carni bianche e sui formaggi erborinati.
RED BRANKO - VENEZIA GIULIA I.G.T. ROSSO
Ottenuto da uve Merlot (90%) e Cabernet Sauvignon (10%), è sottoposto a macerazione a freddo e fermenta sotto le bucce fino all’esaurimento degli zuccheri. Dopo la malolattica, viene affinato per un anno in rovere francese da 400 litri. Dopo altri 6 mesi di riposo in bottiglia viene messo sul mercato. Servito a 18 – 20 gradi, è ideale su pollame nobile, arrosti di carne rossa, cacciagione, formaggi di lunga stagionatura. C.S.

venerdì 5 febbraio 2016

Le Gustosità di Neria - La Salsa della Nonna Gigliola



A carnevale ogni tradizione vale ! Ecco dunque che non ci sono solo i dolci come sfrappole, ravioline alla crema o castagnole, ma esistono anche pietanze tradizionali che in questo periodo non dovrebbero mancare sulle nostre tavole. Ad esempio la domenica di carnevale si mangia la gallina quindi buon brodo, buoni tortellini o gustosi passatelli. 
Un vecchio detto in dialetto bolognese recita….”la dmanga ad cranvel la galenna bi’sàggn magner se no òi magna a cavzel”(la domenica di carnevale la gallina bisogna mangiare se no si mangia al capezzale). 
Onestamente non so se è solo una usanza di casa mia, tramandata da tante generazioni oppure appartiene davvero alla tradizione bolognese, comunque io la rispetto sempre. 
Quindi il mio pranzo della domenica di carnevale consiste in un buon brodo di gallina nel quale cuocio di solito tortellini (anche perchè sono gli ultimi poi c’è Quaresima…) e gallina servita lessata e calda con salsa che può essere la classica “salsa verde” oppure quando ho un po' di tempo preparo una salsa cotta, deliziosa adatta non solo per accompagnare i bolliti ma anche da
servire su pane abbrustolito per golose bruschette oppure può essere servita anche con formaggi stagionati ; è una salsa semplice ma richiede un poco di tempo sia nella preparazione delle verdure che devono essere tritate finissime rigorosamente con il coltello di ceramica per non ossidarle, sia nella cottura che è lunga come per un ragù di carne. Il risultato è davvero ottimo e piace proprio a tutti.

La ricetta della  SALSA di NONNA GIGLIOLA
Ingredienti per 4 persone: 1 cipolla dorata, 2 coste di sedano, 1 carota, 1 peperone rosso, 4 pomodori pachino maturi, 1 grosso mazzo di prezzemolo, 4 cucchiai di olio extravergine di oliva, 1 pizzico di sale
Pulire le verdure e tritarle finissime con il coltello di ceramica. Non si deve assolutamente usare un mixer elettrico perché le verdure si ossidano con il calore. In un tegame a bordi alti e senza coperchio, mettere l’olio e aggiungere in sequenza la cipolla, il sedano, la carota, il peperone, i pomodori ed il prezzemolo. Mescolare , aggiungere il sale e cuocere a fuoco bassissimo, mescolando ogni tanto per almeno 3 ore. Spegnere il fuoco ed aggiungere un filo ancora di olio a crudo. 
Servire la SALSA DI NONNA GIGLIOLA in accompagnamento ai bolliti; è ottima anche con carni alla griglia, formaggi e bruschetta. In abbinamento un calice di un buon vino rosso come ad esempio Bolgheri Doc “Ruit Hora 2010” Caccia Al Piano , vino rosso elegante dai profumi complessi che passano da confetture rosse a vaniglia e pepe; in bocca è morbido, vellutato e caldo. L’uvaggio bordolese a base di merlot rende questo vino adatto da essere degustato a tutto pasto e ideale per accompagnare in particolare preparazioni di carni. Temperatura di servizio 16 – 18 gradi. Buon lavoro e buon appetito! Neria Rondelli