domenica 12 febbraio 2017

NOTE STONATE - Considerazioni sulla serata finale del Festival 2017

Le luci sul palco del Teatro Ariston si sono spente, ma la 67 esima edizione del Festival della Canzone Italiana avrà ancora per qualche mese il suo eco, o meglio è ciò che sperano i concorrenti, esclusi compresi.
Non potevamo esimerci dal fare la nostra parte dedicando poche righe all'ultima serata con considerazioni fatte in corso d'opera tra valutazioni sul brano, interpretazione e look.
Apre Elodie carina brava elegante in bianco
Michele Zarrillo, da professionista qual'è sobrio anche se con qualche anno in più per un attimo ha ricordato Peppino Di Capri.
Sergio Sylvestre bella voce è tutto tre X anche nel look.
Fiorella Mannoia canzone profonda, perfetta, forse azzardata la scelta di un abito bordeaux.
Fabrizio Moro come altri in blu e nero pezzo passa inosservato.
Alessio Bernabei anche lui in blu e nero un farfallino esagerato oltre i rever e gli orecchini sono la versione small dei bottoni della giacca, canzone orecchiabile e coerente con il suo stile.
Marco Masini. new look, forse un po' afono, bella giacca canzone un po' meno forse...
Paola Turci elegante, convita un bel brano per la rentrèe.
Chiara Atzei, bella lei dimostra che sa cantare.
Francesco Gabbani orecchiabile candidato come tormentone sanremese fa spettacolo e sdrammatizza il festival.
Chiara Galiazzo dimagrita e tesa, canta come Arisa ma non rende
Clementino l' attacco sembra una canzone di Pino Daniele tra rap e melodia poteva essere più elegante.
Ermal Meta bella canzone senza strafare.
Lodovica Comello cantare è mettere in mostra le sue capacità sembra si sia presentata ad un' audizione.
Samuel il pezzo è un dejà vu ma può andare.
Michele Bravi fin troppo elegante x a sua 'età il pezzo sembra di Mengoni, non decolla mai.
Al prossimo anno !
La Redazione