sabato 30 settembre 2017

LIGABUE - CLICK by Joanna Marioni



Il 22 e il 23 settembre Ligabue infiamma il Mandela Forum di Firenze con Made in Italy Tour, recuperando le date annullate lo scorso aprile.


Inizia il concerto annunciando che durante la serata sarebbero state proiettate in anteprima alcune immagini inedite tratte dal suo ultimo film Made in Italy, girato in estate in provincia di Reggio Emilia. Ligabue appare in ottima forma, energico, padrone esperto del palcoscenico e con un bel look.


La scaletta é ampia e spazia con gusto ed equilibrio tra brani recenti e vecchi classici della sua vasta discografia accontentando anche i fans più esigenti. Apre con La vita facile, Mi chiamano tutti Riko e l'esplosiva E' venerdì, non mi rompete i coglioni.
Il pubblico accompagna con cori sfrenati l'esibizione dell'artista per l'intera durata del concerto.


Il palco a T, con un a lunga passerella che si addentra fino a metà della platea, aiuta Ligabue ad abbattere le tradizionali barriere tra artista e spettatore; si china più volte per ringraziare e stringere la mano ai presenti. Bellissima e intensa l'esibizione acustica realizzata con i suoi musicisti all'estremità della T dove, abbracciato dal calore del suo pubblico, emoziona con Non è tempo per noi  e Lambrusco e pop corn.


Luciano si esibisce anche solista con la chitarra acustica in Sogni di Rock'n'roll e incanta ed emoziona durante A modo tuo. A un certo punto inizia a riprendere personalmente il concerto con il telefonino, proiettando in diretta le immagini sui maxi schermo con eccezionali giochi di luce, tra l'entusiasmo del pubblico.
Prima del gran finale con Certe notti e Urlando contro il cielo il cantautore di Correggio ringrazia affettuosamente per la fiducia e averlo atteso per tutti questi mesi. Testo e foto di Joanna Marioni

venerdì 29 settembre 2017

Gustosità di Neria: STRUDEL di VERDURE GRIGLIATE & PÂTÉ di PEPERONI


Lo strudel può essere anche salato...farcito con verdure di stagione e un buon formaggio diventa uno sfizioso antipasto o un piacevole piatto unico, ricco e leggero, perfetto da proporre agli amici vegetariani che amano la buona cucina. 

La ricetta dello STRUDEL di VERDURE 
GRIGLIATE & PÂTÉ di PEPERONI
Ingredienti per 6 persone 1 confezione di pasta brisee, 6 melanzane perline, 1 cipolla di Tropea, 4 pomodori perini, 2 rametti di rosmarino, 3 rametti di maggiorana, 50 gr di Primo Sale, 1 cucchiaio di pâté di peperoni, olio extravergine di oliva, sale

Pulire le verdure, tagliare le melanzane a fette oblique spesse  le cipolle e i pomodori a metà.
Grigliare le verdure su una piastra rovente fino a quando risulteranno morbide e croccanti. Togliere le verdure dalla piastra e metterle su un tagliere, condirle con sale e un filo di olio di olio extravergine di oliva e farle raffreddare. 
Stendere la pasta brisée su un foglio di carta forno e distribuirvi sopra il pâté di peperoni, quindi le verdure grigliate e una manciata di Primo Sale tagliato a listarelle. 

Aggiungere le erbe aromatiche pulite e tritate; ripiegare all'interno i bordi della pasta e aiutandovi con la carta forno arrotolare la pasta sul ripieno sigillando bene i bordi premendoli con la punta delle dita. 
Trasferire delicatamente lo strudel sulla placca sollevandolo con la carta forno e cuocerlo a 180 gradi per 30 minuti circa fino a quando la superficie sarà dorata. 
Toglierlo dal forno e servire lo STRUDEL di VERDURE GRIGLIATE & PÂTÉ di  PEPERONI tiepido come antipasto o piatto unico vegetariano. 
Un calice di Lambrusco Rosé di Modena Spumante Doc Metodo Classico Cantina Della Volta è il perfetto abbinamento a questa mia ricetta. Ottenuto da uve raccolte e selezionate a mano di Lambrusco di Sorbara, questo spumante si presenta alla vista con un colore rosa tenue e al naso delicati profumi aromatici di fragoline di bosco e rosa. La buona acidità e l’elegante sapidità fanno di questo spumante un ottimo aperitivo e l’ideale compagno di risotti, torte salate, crostacei e primi piatti a base di pesce. Temperatura di servizio 8 – 10 gradi.

Buon lavoro e buon appetito. Neria Rondelli


martedì 26 settembre 2017

Nasce un nuovo progetto tra DUCATI e GS Luxury Group


La Ducati, azienda bolognese nata nel 1926, fa parte di quell'orgoglio italiano che ci ha fatto e si è fatta conoscere in tutto il mondo. Simbolo di un'eccellenza planetaria nel settore moto ora affianca la sua immagine al nostro "quotidiano".
Ducati 60 - Museo Ducati
Come lo scopriremo tra una settimana.
Infatti in occasione della prossima edizione del CERSAIE - Salone Internazionale della Ceramica, in corso a Bologna fino al 29 settembre, sarà possibile  conoscere una delle novità  presenti, ovvero la collaborazione siglata tra GS Luxury Group e La Ducati.
È il debutto della casa motociclistica nel settore dell' interior design affianco ad un brand famoso, che da anni è partner di un altro marchio famoso nel mondo dei motori la Tonino Lamborghini.
La Ducati e GS Luxury Group presenteranno il progetto The road home, che prevede la realizzazione di piastrelle e lastre ceramiche di altissima qualità su un accordo di licensing.
The road home si è concretizzato  nella creazione di sei collezioni che portano il nome di strade importanti nel mondo molto amate dai motociclisti: Via Emilia, Skyline drive, Atlantic road, Road 62, Irhoa e Tonale.
I rivestimenti ideati da GS riproducono un cemento minimale con un effetto battistrada, oppure un collage di lamiere, o ancora i vetri cemento dei loft contemporanei; ogni collezione inoltre dà la possibilità di personalizzare la propria abitazione, il locale pubblico e commerciale, con il pezzo speciale con il logo Ducati. Gli appassionati delle due ruote troveranno così la loro "strada"...
L'appuntamento per scoprire le nuove collezioni è al Padiglione 20 stand B71.
Livia Elena Laurentino

lunedì 25 settembre 2017

Il Prato nel Piatto - Carota Selvatica























La Carota selvatica 
In questo periodo, andando per campi, è facile incontrare fiori scuri e rinsecchiti, arricciati verso l’interno come chiusi a bocca stretta, impettiti su fusti eretti e scuri, trattasi dei fiori ormai sfioriti da tempo, andati a frutto e poi spogliati della Daucus carota, la carota selvatica. È interessante il fatto che a mio avviso paiano come bocche chiuse, visto che gli antichi greci la chiamavano "Stafilinos" per indicare che serviva per le infezioni orofaringee. Le brattee distese durante la fioritura, si piegano a palla al momento della fruttificazione e rendono la pianta molto evidente, seccandosi, i semi cadono e restano le brattee chiuse e scarne. Le persone sussultano sempre quando spiego loro che si tratta dei fiori della carota selvatica, ai loro occhi è solo un’erbaccia qualunque, ma non esistono le erbacce qualunque. È pianta comunissima,dal mare alla montagna in tutti i terreni specialmente con terra grossa e argillosa nelle zone aperte e soleggiate è facile scovarla, inoltre ha un portamento simile alla «sorella» coltivata. Se la volete conoscere l’antenata della carota commestibile, cercatela negli incolti, nei prati, lungo le strade, negli ambienti aridi. La carota, dal greco Daucus “Karotón”, può raggiungere un’altezza ragguardevole, anche 80 centimetri. Seppur ispida, quando è in fiore, pare un bellissimo centrino ricamato dalle piccole fate dei fiori tanto è delicata e bella nel suo splendore bianco che a volte tende al rosa.
E’ facile confondere la velenosa cicuta (Conium maculatum) con la carota selvatica e con l'angelica. Tre Apiacee o Ombrellifere. Occorre sapere che la cicuta emana un forte odore di pipì di gatto. Sappiate che la cicuta fiorisce già ad aprile, la carota inizia a giugno e l'angelica a luglio, ciò potrebbe tornarci utile nel caso voleste azzardare un riconoscimento, ma in questo caso, è indispensabile avere la certezza assoluta di quanto si sta raccogliendo, con le ombrellifere consultare un manuale non è sufficiente, occorre assolutissimamente affidarsi a qualcuno più esperto di noi. Con le spontanee, nell’incertezza è sempre meglio soprassedere. Comunque, nel caso delle ombrellifere, (Aneto, Angelica, Anice verde, Cerfoglio, Coriandolo, Cumino, Finocchi -marino e selvatico- Imperatoria, Levistico, ombrellino pugliese) occorre sempre controllare che il gambo non sia maculato, ovvio segnale di avvisaglie dello starne lontani perché trattasi di cicuta o cicutina, e se stiamo cercando la Daucus, accertarsi che nel centro della corolla bianca del fiore ci sia una macchia porpora-nerastra che rappresenta il segno evidente che trattasi di carota. Inoltre, tutta la pianta, emana un delicato odore di carota,e la radice più che mai. Grazie alla molteplicità di semi che la carota selvatica è in grado di produrre, è considerata una pianta infestante. La sua radice è lunga e a fittone di colore bianco-giallastro, molto piccola se confrontata con quella coltivata. Un tempo veniva utilizzata come cibo, perché è commestibile anche se legnosetta.
Pianta ricca di olio essenziale, pectina, flavonidi, sostanze minerali, carotene e vitamine B1; B2, C. L'infuso dei semi stimola la digestione, dona sollievo nelle affezioni delle vie urinarie e per l'alto contenuto in oli essenziali è considerato un vermifugo. Inoltre è un’ erba aromatica indicata in caso di calcoli urinari, cistite, gotta, edemi, nella digestione con flautolenza e nei problemi mestruali. Possiede proprietà emollienti e protettive cutanee. Lenisce le scottature agendo come bio-attivante cutaneo, vero e proprio rimedio antinvecchiamento, stimola l'abbronzatura e cura le impurità della pelle, acne, foruncoli, geloni, ascessi. Dona colore, luminosità, morbidezza e freschezza alla pelle. Apprezzata da sempre per il suo delicato profumo di iris che viene impiegato in profumeria e nelle creme antirughe miscelato e combinato con altri oli di origine vegetale. Con i semi maturi di carota, uniti ad un buon olio e cera d’api preparo una crema che è un vero portento in caso di rughe, pelle secca o screpolata.
carota selvatica secca
E' stato riportato che contiene un composto anticoagulante, il ferulenolo, che non presente nella coltivata.
Diverse sono le leggende che riguardano questa pianta: si riteneva che un fiore di carota, raccolto nelle notti di luna piena, servisse a curare l'epilessia, oppure che aiutasse il concepimento, atta a curare l'impotenza maschile e considerata afrodisiaca. In Inghilterra, un tempo si instaurò fra le dame la moda di adornarsi i capelli con rami fioriti di carota selvatica, probabilmente chiaro segno di disponibilità..
La pianta non ha usi particolari alimentari, si possano usare le foglie tenere aggiunte in misticanza e i semi macinati assieme a un po’ di sale grosso, utilizzati per condire vivande varie. Dai semi si estrae un olio, utilizzato nella fabbricazione di liquori e nella preparazione di composti aromatici. In aromaterapia l'olio essenziale di carota viene indicato per il trattamento e la rimozione delle rigidità emozionali che interessano il plesso solare e il cuore. Il centro del fiore viene usato dai miniaturisti come colore.
Nel linguaggio dei fiori e delle piante i fiori della carota selvatica simboleggiano la felicità e sono considerati un simbolo di festa. Secoli fa, venivano utilizzati per abbellire gli ambienti in occasione dei matrimoni.

Bene, siam giunti alla fine, “stretta è la foglia,
larga è la via, dite la vostra che io ho detto la mia”. 
Così diceva la mia nonna Tecla, 
mia maestra d’erbe e di Vita.
Vi abbraccio forte, Beatrice Calia, l’Erbana.

sabato 23 settembre 2017

Francesco Renga - Click by Joanna Marioni



Oltre due ore di live in cui Francesco Renga propone al calorosissimo pubblico di Villa Bertelli a Forte dei Marmi, i suoi straordinari successi e i brani dell’ album “Scriverò il tuo nome Live” , uscito lo scorso aprile.


Renga ex cantante dei Timoria, uno dei più influenti gruppi rock italiani degli anni ’90, dopo lo scioglimento della band ha intrapreso un percorso artistico individuale delineando negli anni una personalità forte, ben definita e originale, riuscendo a creare un suono e uno stile inconfondibile ultimamente orientato verso l’elettropop, una voce che non ha eguali nel panorama musicale italiano.


Grande presenza scenica, naturalezza ed energia sono stati gli ingredienti vincenti della sua performance versiliese. Francesco emoziona, coinvolge, appaga il suo pubblico e non si risparmia.


L’affetto dei fans è grandissimo e ha accompagnato l’artista per l’intera durata del live.


Sul palco insieme a Renga: Fulvio Arnoldi (chitarra acustica/tastiere), Vincenzo Messina (piano/tastiere), Stefano Brandoni ed Heggy Vezzano (chitarre), Phil Mer (batteria) e Gabriele Cannarozzo al (basso).


 Testo e foto by Joanna Marioni





venerdì 22 settembre 2017

Gustosità di Neria - SPIEDINI di SALSICCIA all ’UVA


Questa è una ricettina insolita e sfiziosa che apre con gusto i sapori autunnali. Si prepara velocemente e si presenta anche molto bene. Da provare… 

La ricetta degli SPIEDINI di SALSICCIA all’UVA
Ingredienti per 6 persone 1 kg di salsiccia fresca, 2 grappoli di uva senza semi, 2 foglie di alloro, 1/2 bicchiere di vino bianco secco.
Tagliare la salsiccia a nastro in pezzetti di circa 5 cm, punzecchiarla con i rebbi di una forchetta per evitare che la pelle si spacchi durante la cottura e metterli in una larga padella antiaderente. 
Profumare con le foglie di alloro lavato e asciugato e cuocere a fuoco basso per una decina di minuti, mescolando spesso. 
Sfumare poi con il vino bianco e continuare la cottura a fuoco basso per ancora cinque minuti cifra. 
Lavare l'uva , sgranarla e quando la salsiccia sarà ben rosolata, unire gli acini. 
Mescolare , cuocere ancora per una decina di minuti. 
Il modo migliore è presentare i pezzetti di salsiccia e i chicchi di uva infilati su lunghi spiedini di legno, l’importante è servirli ben caldi.
In abbinamento servire un calice di Freisa D’Asti Doc Duchessa Lia, profumato, delicato, fragrante, leggermente fruttato vino astigiano. La sapiente vinificazione e l’accurata lavorazione rendono questo vino gradevolmente morbido da gustare a tutto pasto in ogni occasione. Temperatura di servizio 14 – 16 gradi.
Buon lavoro e buon appetito ! Neria Rondelli


giovedì 21 settembre 2017

BOLOGNA - 1° Festival del Ragù a LE SALSAMENTARIE

Palazzo Re Enzo nel pieno centro di Bologna, dal 22 al 24 settembre, ospiterà la 2° edizione della manifestazione LE SALSAMENTARIE . L’edizione 2017, con un programma ideato per soddisfare i palati più esigenti, è arricchita da una gustosa novità: il 1° Festival del Ragù alla Bolognese
Un matrimonio del gusto , quello tra Salsamentari e Ragù, che valorizza sempre più la tradizione gastronomica di Bologna, nota in tutto il mondo. All’interno di Palazzo Re Enzo nel corso dei tre giorni la buona tavola petroniana sarà il centro di dibattiti,dove i protagonisti della cultura del cibo e della realtà alimentare bolognese porteranno le loro testimonianze. 

Al 1° piano, nel suggestivo Salone del Podestà, i visitatori troveranno una ricca esposizione e vendita dei prodotti enogastronomici che si potranno assaggiare e acquistare direttamente. 
Il Salone degli Atti invece sarà tutto dedicato al Ragù ; anche qui possibilità di degustazione e acquisto del ragù, tradizionale e no. In questa sala si potrà pranzare e cenare. Nella Loggia Coperta si potranno sorseggiare aperitivi e bevande ascoltando musica. La Sala Re Enzo sarà immersa nella storia che con mostre e percorsi dedicati, i visitatori potranno conoscere ed approfondire la tradizione dei Salsamentari e del Ragù bolognese. Da non perdere, sabato 23 settembre alle 16,30 in via Rizzoli Il Gran Ballo Ottocentesco, che con valzer e quadriglie i danzatori affascineranno il pubblico.
Questa manifestazione, bella da visitare e buona da gustare, sarà ad ingresso libero e seguirà i seguenti orari: venerdì inaugurazione e taglio del nastro alle  12 e chiusura alle ore 23,
sabato e domenica dalle 11,30 alle 23. Neria Rondelli 

lunedì 18 settembre 2017

BOLOGNA- La nuova stagione del Celebrazioni

Una passata stagione di grande successo per Il Celebrazioni, il teatro bolognese che ha registrato 64 mila presenze e un'occupazione della sala del 82%, dati questi che sono di buon auspicio per il terzo anno della direzione artistica di Theatricon. Il 2017/2018 sarà come di consueto caratterizzato da 5 grandi filoni ovvero la prosa, il contemporaneo, la danza, la musica e il teatro per i più piccoli.
14 titoli in cartellone, a cui si aggiunge una serata con Vittorio Sgarbi, caratterizzeranno la prosa inaugurata da Lillo & Greg (10-12 novembre), con alcune eccellenze come Claudia Cardinale ( 8-11 marzo).
Le feste natalizie come di consueto ci sarà Vito insieme a Maria Pia Timo con un testo dedicato a Pellegrino Artusi - L 'Artusi, bollito d' amore.
Per il contemporaneo tra gli altri Natalino Balasso, gli Artèteca da Made in Sud (30 novembre) e il ritorno di Enrico Bertolino con un format inglese che rende ogni spettacolo unico Istant Theatre ( 19 e 20 gennaio).
La danza inizierà con un grande classico Lo Schiaccianoci del Balletto di San Pietroburgo ( 30 novembre), seguito dall'anteprima mondiale di Toren, uno spettacolo visuale e ricco di sperimentazioni sceniche e acrobatiche. Il 1° marzo andrà in scena Anima e corpo - Vivir flamenco  della compagnia FlamenQueVive mentre il Teatro di Roma porterà sul palco una rivisitazione moderna di un grande classico, Giselle ( 22 marzo). 
La musica debutta con BMA - Bologna il primo contest dedicato ai giovani cantautori, seguito dalla prima tappa del Bologna Jazz Festival ( 27 ottobre) con Enrico Rava, Matthew Herbert e Giovanni Guidi (27 ottobre). L'aspetto rock sarà affidato a Edoardo Bennato il 16 novembre, seguito dalla cantautrice Paola Turci (16 novembre). Dorian Gray - La bellezza non ha pietà è il titolo dello spettacolo musicale, prodotto da Pierre Cardin in occasione dei 70 anni nel mondo della moda, al Celebrazioni l'11 e 12 maggio.
Per il Baby Bofè rassegna dedicata ai più piccoli si inizia il 5 e 6 novembre con Un americano a Parigi, il 14 gennaio ci sarà il nuovo I racconti di Massa. Per i 60 anni dello Zecchino d'oro è stato realizzato  Il Magico Zecchino d'oro, il musical che racconta il programma televisivo conosciuto in tutto il mondo sul palco il 28 gennaio
Questi alcuni degli spettacoli in cartellone tutte le informazioni dettagliate sul sito www.teatrocelebrazioni.it . Le prevendite degli abbonamenti sono già iniziate e dal 20 settembre partirà il nuovo abbonamento Come together !. Livia Elena Laurentino

domenica 17 settembre 2017

Tra i cieli delle Dolomiti lucane


Un’esperienza ad alta quota per ammirare la magia delle Dolomiti Lucane. Si chiama Nuvole Stregate ed è un nuovo attrattore in Basilicata. Fino al 1 ottobre, nei due borghi più belli d'Italia, Castelmezzano e Pietrapertosa, si potrà vivere l’emozione del volo ascensionale, sospesi nella meraviglia di un paesaggio incantato. Dall’alto – ci s’innalza a 40 metri - il mondo scorre lentamente, remoto e bellissimo, immerso in un silenzio interrotto solo dal soffio dell’aria calda che gonfia i palloni aerostatici. Dall’alto si ammirano i borghi di Castelmezzano e Pietrapertosa, con le case scavate nella roccia che sfumano in lontananza come un dipinto. E tutto è ancora più particolare per l’orario: tra le nuvole per godere delle prime ore del mattino (dalle 7 alle 9.30) o di pomeriggio verso il tramonto (dalle 17 alle 1830) quando le rocce assumono la colorazione rossastra (tutte le info su www.dolomitilucane.com, costo 20 euro a persona per quindici minuti).

E si toccano le nuvole anche con famoso Volo dell’Angelo.
Sospesi tra due vette, c’è un cavo d’acciaio lungo tra i 1415 e 1452 metri, dove imbragati e sicuri si prova il brivido di volare a 120 km orari (sul sito il calendario delle aperture fino al 12 novembre). Intorno una scenografia naturale davvero spettacolare: adagiato ad una parete di guglie e picchi, tra le Dolomiti Lucane, le rocce erose dagli agenti atmosferici, vette altezzose dalle forme più fantasiose (l’aquila reale, l’incudine, la grande madre, la civetta) e il verde del Parco di Gallipoli Cognato.
E dopo tanta adrenalina vale la pena concedersi una passeggiata rilassante tra i borghi. che sembrano quasi fuori dal tempo. Puliti, ordinati.




Pietrapertosa, con il suo paesaggio lunare e il passato legato agli arabi. A testimonianza c'è ancora una zona, "L’Arabata", che da lontano sembra una colata lavica di casette tra pareti rocciose, una piccola casbah accudita in un grembo di arenaria.
Castelmezzano, quasi sospeso su una parete di guglie, e il suo impianto medievale. 
Si scopre che la storia è legata pure ai Cavalieri Templari: tracce della loro presenza si riscontrano nella toponomastica delle vie, pulite, ordinate, con i balconi fioriti.
Tanti i ristoranti per una pausa golosa.
Da non perdere i peperoni cruschi, una specialità lucana.
Peperoni messi ad essiccare al sole e fritti in olio bollente che nel mangiarli fanno "scrunch".

Laura Neve