martedì 31 ottobre 2017

L'Ostaria delle Dame - un locale famoso, 6 CD e Francesco Guccini

Riapre dopo 30 anni l'Ostaria delle Dame, (allora si chiamava così n.d.r.) la più famosa di quei locali bolognesi che negli anni ‘70 avevano caratterizzato la città, ora curata da un’associazione culturale mira a rinverdire i fasti di un tempo.
“Dopo 47 anni sono tornato qui e mi sono commosso ricordando gli amici che non ci sono più...” con queste parole Francesco Guccini ha presentato all' Osteria delle Dame il suo ultimo lavoro. Sarà disponibile dal 3 novembre, ma si vocifera che le prenotazioni siano già da record.
Si tratta di un triplo cofanetto con le registrazioni dal vivo di tre concerti eseguiti lì nel 1982, 1984 e 1985 custoditi e masterizzati da Gianni Grassilli, al tempo tecnico del suono dell’osteria e ritrovati da Paola Cevenini e Umberto Faedi.
L'Osteria in Vicolo delle Dame 2, a pochi passi dal Teatro Duse, un tempo frequentata dai Biassanot, fu aperta per volontà di Padre Michele Casali che coinvolse Francesco Guccini, come direttore artistico, per farne un luogo di aggregazione dove suonare, leggere poesie o discutere liberamente davanti ad un bicchiere di vino.
Tutti la conoscevano e ancora oggi è nell’immaginario collettivo uno dei luoghi più cari ai bolognesi e agli artisti che si sono esibiti su quel palco più o meno famosi o che poi lo sono diventati.
Per conoscere la vera storia però si dovrà leggere il libro, accluso al cofanetto dei cd di Guccini, meticolosamente redatto da Umberto Faedi, giornalista bolognese e "memoria storica" di quanto è avvenuto in quegli anni. Il testo di 80 pagine è stato realizzato col contributo di Elisabetta Pasquali per la ricerca storica e la cura editoriale di Raffaella Zuccari, oltre  che essere completato dalle foto di Roberto Serra.
L' Ostaria delle Dame aprì ufficialmente la metà di ottobre del 1970 e tra quelle mura hanno risuonato canzoni di molti artisti che hanno ha fatto la storia della canzone d'autore. Citarli tutti è impossibile, senza correre il rischio di dimenticarne qualcuno, per cui il consiglio è quello di acquistare il cofanetto per conoscere un pezzo di storia, non solo di Bologna ma della musica italiana .

Livia Elena Laurentino