mercoledì 4 ottobre 2017

Pesaro - Piccole e piacevoli curiosità del mondo del cibo


Festival, sagre, manifestazioni gastronomiche piccole o grandi che siano sono sempre un 'ottima occasione per conoscere nuove realtà e soprattutto per degustare prodotti di cui non scopriremmo l'esistenza visto che per la maggior parte di noi la spesa di fa nella grande distribuzione. sono soprattutto ottime occasioni di scambio e danno la possibilità opportunità di farsi conoscere a piccoli o medi produttori che sono la risorsa  più importante del nostro paese.
Ecco quindi che cosa abbiamo scoperto, nell'ultima missione in occasione del 17° Festival della Cucina Italiana, svoltosi a Pesaro, città natale di Gioacchino Rossini.



Iniziamo dal mondo vegetale con il Fondanello, un pomodoro che prende il nome dalla piana di Fondi, in provincia di Latina dove viene prodotto da maggio a dicembre.
Piccolo, dalla forma ovale di un bel colore verde brillante con striature rosse e la polpa bordeaux,  è molto dolce e croccante; al piacevole gusto aggiunge un' alta concentrazione di licopene. A presentarlo a Pesaro c'era il Pizza chef Maurizio Leone che lo ha servito sulla pizza a crudo con la mozzarella di bufala,  ma è squisito anche in insalata con tonno e cipolla di Tropea.



E  ora veniamo al secondo piatto !
C'erano dei fantastici arrosticini, piatto tipico abruzzese che per l'appunto arrivavano da Teramo , più precisamente dalla località Piano di Corte a Canzano, dall'azienda di Donatella D'Amico.  che lavora carni selezionate di ovino con esperienza trentennale. Premesso che non amo carne e derivati in genere dagli ovini, devo ammettere che questi arrosticini mi hanno letteralmente conquistato per il loro sapore delicato e la loro morbidezza, grazie ad una sapiente cottura.







Arriva inevitabile il momento del formaggio, ma anche qui non uno qualunque la un'accorata selezione fatta da Antonello Egizi, stagionatore ed affinatore di forme ottenute con latte vaccino, caprino, ovino e bufalino.
Accudite giornalmente vengono trasformate, attraverso l'affinamento con erbe, fiori ed essenze dei monti abruzzesi, in superbe prelibatezze che ben possono concludere un buon pasto, o farlo diventare solo con loro qualcosa di unico.

Non poteva mancare una segnalazione sul vino; oltre al fatto di essere ospiti della regione  produttrice non solo del famoso Verdicchio ma anche del Bianchello del Metauro, DOC delle province di Pesaro e Urbino, di cui abbiamo potuto assaggiare la selezione del Bianchello d'Autore,  un gruppo di nove cantine storiche che si sono unite nell'intento di divulgare e far conoscere questo vino.
Tra i vari banchi di degustazione abbiamo incontrato anche la Sardegna, rappresentata dalla Cantina Fulghesu di Meana Sardo in provincia di Nuoro, e terra di Mandrolisai, conosciuto anche come Cannonau. Avviata negli anni trenta l'azienda, oggi condotta dalla seconda generazione, si sviluppa su circa 10 ettari e produce anche Muristellu, Monica, Barbera sardo, Tintoria e Aleatico. Imbottigliati diventeranno importanti rossi come Sentidu, Kantaru, Ampsicora, Jolao, o bianchi Alinus, Zoli e Lunatico e un prestigioso passito El Dorado. Livia Elena Laurentino