mercoledì 31 gennaio 2018

PARTY of Life - il mondo di Keith Haring a BOLOGNA


Keith Haring ha lasciato una traccia importante e unica nel mondo dell'arte" con queste parole la curatrice Diana Di Nuzzo ha presentato la mostra a lui dedicata intitolata Party of Life che inaugura giovedì 1 febbraio alle 10.30 presso la Pinacoteca Nazionale in Via Belle Arti 56 a Bologna.
L'artista statunitense che quest'anno avrebbe compiuto 60 anni, scomparso a soli trent'anni nonostante la sua breve vita ha lasciato moltissime opere che testimoniano non solo il suo grande amore per l'arte, ma il suo messaggio: l’arte non deve essere elitaria ma per tutti.

Nella mostra sono presenti sessanta opere che provengono da collezioni private e pubbliche, non solo disegni, quadri, manifesti ma anche una serie di oggetti come bicchieri, piatti, giochi per bambini e alcune copertine di dischi.
Tanti gli eventi collaterali che animeranno la città di Bologna e faranno da corollario alla mostra, come i flash mob, previsti per il 2 e 3 febbraio, organizzati in collaborazione con gli studenti del triennio di fashion design che vestiranno gli 86 capi bianchi, forniti dal brand Xtra, e personalizzati da loro ispirandosi alle opere di Haring. Sempre il 2 e il 3 febbraio la Torre 3 della Fiera sarà illuminata con un mapping dedicato all’artista statunitense.
Prima di morire Haring ha lasciato una fondazione a testimonianza del suo impegno per cancellare lo stigma sociale della siero positività, per questo in occasione di Party of Life sono presenti due associazioni GVC Italia e la NPS Network Persone Sieropositive , entrambe impegnate nella sensibilizzazione del pubblico con l’informazione sulla prevenzione e aiuti concreti in tanti paesi del mondo.
In occasione di ARTE FIERA la mostra avrà le seguenti aperture straordinarie:
giovedì 1 e venerdì 2 e domenica 4 febbraio dalle 10.30 alle 19.30
sabato 3 dalle 10.30 a mezzanotte
Party of Life sarà aperta dal 6 al 25 febbraio da martedì a domenica dalle 11.00 alle 19.00.
 Livia Elena Laurentino

venerdì 26 gennaio 2018

Gustosità di NERIA - RISOTTO al RADICCHIO tardivo, GORGONZOLA, CIPOLLE caramellate & NOCI



Il Radicchio Rosso di Treviso Igp tardivo, prezioso e delicato, è sicuramente il re tra gli ortaggi invernali. E’ sublime comunque lo si porta in tavola: perfetto nelle insalate, gustoso in qualsiasi pietanza, perfetto nel risotto.

La ricetta del RISOTTO al RADICCHIO tardivo, GORGONZOLA, CIPOLLE CARAMELLATE & NOCI

Ingredienti per 4 persone 320 gr di riso Vialone Nano, 400 gr di radicchio Tardivo di Treviso, 
1 cipolla, 1/2 cucchiaio raso di zucchero di canna, 1 lt di brodo vegetale, 1 bicchiere di vino rosso, 150 gr di gorgonzola dolce, 4 cucchiai di olio extra vergine di oliva, sale, pepe


Preparare un buon brodo vegetale con carota, sedano, cipolla; preparare poi la cipolla caramellata: pelare e tagliare a fettine la cipolla, spolverizzarla con lo zucchero di canna e cuocerla a fuoco bassissimo in una padella antiaderente con un filo di olio extravergine di oliva; aggiustare di sale, spolverizzare con pepe e tenere da parte. 
Pulire e ridurre a granella le noci. 
Preparare ora il risotto. In una casseruola con un filo di olio e una noce di burro tostare il riso; quando i chicchi avranno cambiato leggermente il colore sfumare con il vino rosso, fare evaporare poi continuare la cottura aggiungendo poco alla volta mestoli di brodo vegetale caldo. Nel frattempo tagliare il radicchio a metà, eliminare la parte finale del gambo e tagliarlo ancora in modo da ottenere delle listarelle piuttosto spesse. 
Quando il risotto sarà a metà cottura aggiungere il radicchio e mescolare. 
Proseguire la cottura aggiungendo ancora brodo se necessario.
Non appena il risotto sarà pronto, spegnere il fuoco e mantecare con il gorgonzola tagliato a tocchetti e unire ancora un poco di brodo caldo continuando a mescolare fino a far sciogliere formaggio. 
Servire il risotto caldissimo posizionando al centro le cipolle caramellate e una manciata di noci.






Un calice di vino rosso esalterà questo saporito RISOTTO al RADICCHIO tardivo, GORGONZOLA, CIPOLLE CARAMELLATE & NOCI. Kantharu Fulghesu Le Vigne è un piacevole ed interessante vino rosso ottenuto da un uvaggio di tre vitigni autoctoni sardi. Questo vino si presenta di un bel brillante colore rosso rubino e un profumo intenso e fruttato. Al palato è vellutato, persistente, piacevolmente armonico; è il vino ideale per formaggi e carni rosse. Temperatura di servizio 18 gradi.

Buon lavoro e buon appetito ! Neria Rondelli




mercoledì 24 gennaio 2018

A Treviso nasce il progetto per il Museo del TIRAMISU'


Anche se nella guerra per la paternità del Tiramisù, dolce prelibato conosciuto in tutto il mondo, è stata vinta dal Friuli, il Veneto non si dà per vinto e dal prossimo 26 gennaio sarà attivo a Casa dei Carraresi lo sportello aperto a tutti  a tutti coloro che vorranno partecipare al progetto di rendere la propria testimonianze, su questo dolce intramontabile. 
Ogni venerdì, dalle ore 15.00 alle ore 18.00, sarà possibile portare non solo la propria ricetta, ma anche una foto, un ricordo, un aneddoto e consegnare il materiale in suo possesso oltre a conversare con lo storico titolare del ristorante Le Beccherie Carlo Campeol, figlio di Alba Campeol, che codificò per prima il Tiramisù, inserendolo nel menù di ristorante nel 1962. Proprio la ricetta del “Tiramisù delle Beccherie” fu depositata con atto notarile dall’Accademia Italiana della Cucina il 15 ottobre 2010. Oggi Le Beccherie è guidato dall’imprenditore Paolo Lai, ideatore, tra gli altri progetti, della mostra Prosecco & Superiore ai Carraresi e di Carraresi Wine.
Questo progetto mira a raccogliere e fermare nel tempo, affinchè non venga persa, quella memoria orale che  si tramanda da generazioni.
Sarà dunque uno sportello di “raccolta e ascolto”, per dare la possibilità anche alle persone anziane, che magari non usano il computer, di raccontare i propri ricordi legati a questo dolce. 
Per chi, invece, usa la posta elettronica, i materiali potranno essere inviati all’indirizzo email segreteria@tiramisubeccherie.it
Una volta raccolta la “memoria collettiva”, il materiale sarà vagliato da un comitato scientifico e utilizzato per realizzare il progetto del Museo del Tiramisù.
“Il successo del Tiramisù nel mondo lo dobbiamo a tutti i cittadini di Treviso e ai Trevigiani nel mondo, che hanno saputo custodire gelosamente la ricetta di questo dolce e farlo conoscere nei cinque continenti con un pizzico di creatività”, affermano Paolo Lai e Carlo Campeol.
“Con questo progetto si vogliono superare le polemiche sorte nei mesi scorsi tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia. Il nostro obiettivo è quello di offrire ai turisti di tutto il mondo una delle più belle storie di prodotto italiano”, conclude Lai.
Lo sportello si troverà al piano terra di Casa dei Carraresi che, dall’11 novembre all’1 maggio, ospita la mostra Prosecco & Superiore ai Carraresi, progetto che vede capofila Paolo Lai con l’associazione ProWine. Si tratta di un vero e proprio percorso didattico e ludico alla scoperta delle espressioni dello spumante trevigiano che è divenuto sinonimo di stile italiano nel mondo: il Prosecco, nelle sue declinazioni Docg Conegliano Valdobbiadene, Docg Asolo e Prosecco Doc. Laura Neve

martedì 23 gennaio 2018

FRANCESCO GABBANI - Clic di JOANNA MARIONi


Straordinario consenso di pubblico per Francesco Gabbani al Mandela Forum di Firenze.
Il primo concerto in un palasport, un evento speciale voluto dal cantautore per festeggiare lo straordinario anno musicale che lo ha visto protagonista.


Uno show pensato nei minimi particolari, un gradito modo per ringraziare i fans e tutte le persone che l’hanno seguito con affetto e stima fino ad oggi.
Regala una nuova scaletta rispetto al ricchissimo calendario delle date estive, nuovi arrangiamenti per un desiderio che si avvera, quello di poter essere accompagnato sul palco da un’orchestra composta da 15 elementi, oltre che dalla sua straordinaria e collaudata band.


L’energia contagiosa di Francesco ha infiammato il Mandela per l’intera durata del concerto, il pubblico di ogni età non si è risparmiato facendo letteralmente tremare gli spalti.
L’impegno e la creatività dell’attivo fanclub ha reso indimenticabile la serata con idee originali e d’atmosfera.
Gabbani, estroverso e carismatico, geniale e finemente ironico, sa essere simpatico e coinvolgente, intenso ed emozionante, padroneggia il palco come pochi e nonostante il successo mantiene la sua umiltà, la cordialità e la gentilezza che lo caratterizzano da sempre. Non ha nascosto la sua emozione, un’emozione forte, bella, di sentita riconoscenza verso il suo pubblico e verso il suo percorso artistico.


Il cantautore è un esempio per tutti coloro che hanno un sogno, una passione autentica e una grande forza di volontà; da sempre si dedica alla musica, è un talentoso polistrumentista, lavora con costanza e serietà e non ha mai smesso di credere nel suo sogno anche nei momenti in cui sembrava irraggiungibile. “Sudore, fiato, cuore” per la musica hanno finalmente avuto il giusto e meritato riconoscimento. E’ l’unico artista a vincere consecutivamente il Festival di Sanremo, prima tra le Nuove Proposte con Amen, poi tra i Big”con Occidentali’s Karma, brano premiato tra l’altro come il video italiano più visto da YouTubeRewind 2017.


Per il suo Magellanotour si contano 44 date soldout e oltre 140 mila spettatori; ha collezionato 8 dischi di platino ed è stato l’artista più suonato dalle radio con i 4 singoli usciti nel 2017 : Occidentali’s Karma, Tra le granite e le granate, Pachidermi e pappagalli e La mia versione dei ricordi”. Autore dell’intera colonna sonora del film Poveri, ma ricchi di Fausto Brizzi e del brano “Il bambino con il fucile” contenuta nell’album di Mina e Celentano.
In poco tempo tante esperienze, tante soddisfazioni, tanti progetti che si realizzano, quali sorprese ci riserverà per il nuovo anno?


Un plauso particolare a tutti i musicisti che hanno accompagnato magistralmente Francesco, l’Infonote String Orchestra diretta dal maestro Luca Chiaravalli, Filippo Gabbani (batteria), Lorenzo Bertelloni (tastiere), Giacomo Spagnoli (basso) e Davide Cipollini (chitarra).
Testo e foto di JoannaMarioni

lunedì 22 gennaio 2018

Il Prato nel Piatto - Il PRUGNOLO


Il generoso PRUGNOLO
In questi giorni passeggiando sui miei adorati monti mi è capitato di incontrare arbusti carichi di piccoli frutti ovali di colore nero-blu e ne sono rimasta affascinata. Sono alberi di prugnolo selvatico che spesso crescono accanto alla rosa canina e al biancospino. Chissà, forse essendo lui molto resistente al freddo, li aiuta a proteggersi dalle raffiche di vento freddo invernale. Le bacche del prugnolo si chiamano drupe o prugnole, contengono un unico seme duro e sono ricoperte da un patina (pruina) azzurrognola leggerissima, hanno un sapore aspro e allappante da acerbe, e diventano più gradevoli (acidulo-dolciastre) dopo l'ammezzimento con i primi geli di dicembre. Le bacche rappresentano la dispensa invernale per molti animali selvatici, per cui colgo l’occasione per dirvi di non essere eccessivi nella raccolta, a noi ne occorrono davvero poche, per loro rappresentano la salvezza in inverno data la ricchezza di vit C e di nutrienti.
Il prugnolo cresce ai margini dei boschi e dei sentieri, in luoghi soleggiati, ha una crescita molto lenta, può vivere 60-70 anni ed è adatto per delimitare i confini degli appezzamenti. Può diventare alto anche 5 metri, e spoglio lo si riconosce per il tronco fessurato, dalla corteccia cenerina lucida, dai rami contorti e piuttosto fitti. Può essere usato anche come arbusto ornamentale da giardino, attenzione però alle acuminate spine, difatti questo arbusto spontaneo è conosciuto come Prunus spinosa per via delle sue molteplici spine abbastanza lunghe e pungenti.


Da febbraio ad aprile fiorendo si vestono di bianco, i suoi fiori sono piccoli, hanno un profumo dolcemente intenso e sono largamente bottinati dalle api. 
Fioriti spiccano tra alberi e arbusti ancora sonnecchianti annunciando la primavera, e possiamo esser certi che trattasi di prunus, perché a differenza del biancospino e dell’agazzino, mette prima i fiori e poi le foglie, un vero spettacolo, meravigliosa Natura.
Questa pianta mi fa sempre sorridere perché mi rammenta “Fratel Coniglietto” dei racconti dello Zio Tom, che per salvarsi dai suoi predatori li buggerava dicendogli di gettarlo ovunque, ma non nei rovi di pruno. In realtà lì sarebbe stato al sicuro, perché il prugnolo crea un groviglio molto folto, forma fitte macchie spinose che forniscono protezione ai piccoli animali. La siepe di prugnolo selvatico costituisce una barriera pressoché impenetrabile al punto che un tempo, era considerato un albero magico capace di ospitare sia il bene che il male. Piantato davanti alle case le proteggeva dal fuoco, dai fulmini, e delle malattie. Si crede che allontani il male e le calamità. Uao.
In estremo oriente è chiamato "Albicocco giapponese" ed è considerato, il simbolo della primavera, i suoi fiori, dal candore smagliante, ricordano la purezza e l'immortalità. E la cosmesi di ciò ha fatto tesoro dato che i frutti del Prugnolo vengono utilizzati contro funghi e batteri e servono per rigenerare la cute in presenza di dermatiti, ferite e lievi ustioni. Una manna dal cielo questi piccoli frutticini , d'altronde in cucina si sa, tutto ciò che è nero è prezioso.

Peraltro, tutta la pianta si presta ai molteplici utilizzi che l’uomo suole fare di essa:
1 - I frutti possono essere usati per fare marmellate, confetture, salse, gelatine e sciroppi, in alcuni paesi per produrre bevande alcoliche.
2 - Attenzione però, i noccioli contengono acido cianidrico, sostanza tossica molto potente.
3 - I fiori sono commestibili, ma per il contenuto in acido cianidrico devono essere usati con cautela.
4 - Anticamente le foglie tostate venivano usate come surrogato del tè e del tabacco.
5 - La corteccia essiccata e macinata forniva un dentifricio e un colorante rosso per la lana.
6 - Il legno, è duro e resistente ottimo per creare meravigliosi bastoni da passeggio dei quali si credeva che proteggessero il viandante dalle forze oscure del male che si potevano nascondere nelle intricate siepi lungo i sentieri. Inoltre il suo legno era usato per preparare bacchette per la divinazione e bacchette capaci di esaudire i desideri.
7 - Particolarmente “ribelle” alla coltura, non si lascia addomesticare facilmente: non accetta di essere trapiantato, nonostante i ripetuti tentativi.
Si tramandano le sue capacità medicamentose: un vino alle prugnole in caso di raffreddore, una tisana al miele per la tosse, un decotto di corteccia come febbrifugo. Il grande Kneipp, ha definito i fiori del prugnolo selvatico «il lassativo più innocuo che non dovrebbe mancare in nessuna farmacia domestica». In omeopatia lo si usa per dolori nevralgici, eruzioni cutanee, astenie e dimagrimenti, e nella medicina antroposofica il suo sciroppo serve come tonico generale e ricostituente per chi è debole e affaticato.
Con alcool, zucchero, vino bianco e bacche di prugnolo mature, si può preparare un buon liquore digestivo la cui preparazione è un segreto conservato nel tempo da ogni famiglia e riposerà mesi prima di arrivare sulla tavola. 
Ecco la mia ricetta del Prugnolino: lavate e asciugate le drupe mature, poi mettetele in un vaso chiudibile e cospargetele con due cucchiai di zucchero grezzo. Dopo due giorni di fermentazione versate l’alcol (in proporzione 1:2) e lasciate a macerare per 21 giorni. “Sgocciolate” le drupe e utilizzatele per fare uno sciroppo a caldo con acqua e zucchero, lasciate raffreddare e unite drupe e sciroppo alla base alcolica insieme ad un bicchiere di vino bianco. Questo liquore sarà meraviglioso dopo almeno sei mesi di maturazione. 
Bene, siam giunti alla fine, “stretta è la foglia,    
larga è la via, dite la vostra che io ho detto la mia”. 
Così diceva la mia nonna Tecla, 
mia maestra d’erbe e di Vita.
Vi abbraccio forte dall’Erbana, una selvatica in cucina.


venerdì 19 gennaio 2018

Gustosità di Neria - STRUDEL di CARNE


Tanto per cambiare ecco qui una ricetta sfiziosa per un secondo di carne. Si prepara velocemente... si fa con la pasta sfoglia, ma va benissimo anche la brisèe o la pasta per pizza; può essere conservata in frigorifero un paio di giorno ed è una alternativa alla solito polpettone di carne…da provare. 

La ricetta dello STRUDEL di CARNE 

Ingredienti per 6 persone 1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare già pronta, 200 gr di macinato di vitellone, 200 gr di macinato di lombo di maiale, 100 gr di prosciutto crudo a dadini, 100 gr di mortadella a dadini, 100 gr di pisellini surgelati, 2 carote, 1 piccola cipolla, 1 uovo, 1 tuorlo, 4 cucchiai di parmigiano grattugiato, 4 cucchiai di olio extravergine di oliva, 1/2 bicchiere di vino bianco secco, rosmarino, sale, pepe

In un tegame rosolare la cipolla tritata finemente con l'olio; unire le carni, fare insaporire con un pizzico di sale ed una macinata di pepe, aggiungere le carote tagliate a cubetti ed i pisellini; bagnare con il vino e continuare la cottura a fuoco dolce per 20 minuti circa, mescolando spesso. 
Sistemare la pasta sfoglia su una teglia da forno e lasciare riposare. 
Quando la carne sarà cotta, versarla in una ciotola e farla raffreddare.
Tagliare nel frattempo a piccoli cubetti il prosciutto e la mortadella.
Unire alla carne fredda l'uovo, il parmigiano ed i salumi.
Mescolare e stendere il ripieno nel rettangolo di pasta sfoglia. Arrotolare, sigillare bene le estremità. 
Spennellare con il tuorlo la parte superiore dello strudel; con un coltello a punta praticare dei tagli obliqui sulla superficie dello strudel, cospargere con aghi di rosmarino ed infornare a 180 gradi per 30 minuti circa. 
Servire lo STRUDEL di CARNE tiepido con un contorno di verdure a piacere. 





Un calice di vino rosso granato, brillante, dai profumi di mora, elegantemente strutturato, esalterà piacevolmente questa saporita pietanza:
"Fermo" Pinot Nero Emilia I.G.T. Vendemmia 2015 Cantine Della Volta è ottenuto dalla selezione delle migliori uve di Pinot Nero coltivate nello storico vigneto collinare di Riccò di Serramazzoni (Modena), a 650 metri di altitudine sul versante emiliano dell’Appennino tosco-emiliano, raccolte rigorosamente a mano, affinato in tini di acciaio poi in bottiglia. Fresco, persistente, equilibrato ė un vino da provare. Temperatura di servizio 16 -18 gradi. 
Buon lavoro e buon appetito ! Neria Rondelli


giovedì 18 gennaio 2018

A Breganze la Prima del Torcolato domenica 21 gennaio


Il 21 gennaio, terza domenica domenica del mese, come di consueto si celebra a Breganze la Prima del Torcolato, manifestazione enogastronomica che celebra la prima spremitura dei grappoli di uva Vespaiola che, dopo la vendemmia hanno riposato fino a questo momento nelle cantine dei produttori.Il torcolato, che in questa zona ha la DOC, è un vino da meditazione, da dessert e da ...piacere sublime che nasce in questa area pedecollinare, molto ristretta, del vicentino nella quale operano una decina di produttori.
Domenica in Piazza Mazzini alle 14.30 ci sarà la prima spremitura dei grappoli conferiti dalle varie aziende, sotto l’occhio attento della Magnifica Fraglia del Torcolato, associazione che riunisce produttori e non, che poco prima investiranno i nuovi confratelli.
Per coloro che invece vogliono godersi appieno tutte le varie declinazioni che ogni cantina dà al vino, potrà fare il Fruttaio Tour – Scopri come e dove nasce il Torcolato dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 19.00. E' un giro delle cantine in cui degustare non solo il Torcolato ma anche le altre produzioni.
La piazza di Breganze accoglierà non solo la cerimonia ma anche una serie di banchi dei produttori locali che presenteranno ciò che di meglio possono offrire al pubblico, dal “musetto” ai salami artigianali, al baccalà mantecato, dalle uova fresche al formaggio di zona.
Sabato 20 alle ore 16.30, aperta al pubblico ci sarà la Master Class Breganze chiama Bordeaux, nella quale verranno messi a confronto quattro Chateaux francesi e quattro vini della DOC Breganze ottenuti da vitigni internazionali. Il sommelier Luca Gardini, fondatore di GardiniNotes e Miglior Sommelier del Mondo del 2010.guiderà gli appassionati enofili nel percorso tra Francia e Breganze.
Livia Elena Laurentino

         



mercoledì 17 gennaio 2018

Francesco Gabbani al Nelson Mandela Forum il 20 gennaio


Francesco Gabbani concluderà un anno ricco di successi con un concerto, il primo in un palazzetto, al Nelson Mandela Forum di Firenze sabato 20 gennaio.
Il vincitore della 67esima edizione del Festival di Sanremo, salirà sul palco per una serata speciale dedicata ai suoi fan, non solo con la sua band, ma accompagnato anche da un orchestra di 15 elementi.
Sarà dunque un evento unico con una scaletta diversa da quella del tour estivo e con una scenografia particolare supportata da video inediti.
A due mesi dall'uscita del doppio album “Magellano Special Edition” che diventato già disco di platino, il cantautore toscano concluderà in bellezza un anno d' intenso lavoro e di grandi soddisfazioni, non solo per numeri delle copie vendute e per i dati che lo vedono ai primi posti delle classifiche, ma per il suo pubblico con il quale condividerà la serata evento del 20 gennaio.
Sul palco del Mandela Forum con Francesco ci saranno Filippo Gabbani (batteria), Lorenzo Bertelloni (tastiere), Giacomo Spagnoli (basso) e Davide Cipollini (chitarra), e l'Infonote String Orchestra diretta da Luca Chiaravalli.
Il concerto è organizzato da International Music and Arts, RDS sarà media partner dell'evento.Ingresso dalle ore 19 - Opening act: Kaufman e Hugolini
Info e prenotazioni: tel. 055.667566 - www.bitconcerti.it - www.internationalmusic.it
Prevendite: www.boxofficetoscana.it - www.boxol.it (tel. 055 210804); www.ticketone.it (tel. 892 101)
Biglietti posti numerati: 1° settore 35 euro; 2° settore 27 euro; parterre in piedi 22 euro;
Ridotto under 14 tutti i settori 15 euro; Vip package 75 euro; Soundcheck package 55 euro .
La Redazione - Foto Joanna Marioni

venerdì 12 gennaio 2018

Gustosità di NERIA - BACCALÀ in CROSTA di PATATE


Pesce e patate, accoppiata classica per una pietanza saporita, leggera e salutare, perfetta per questo periodo quando tutti noi abbiamo bisogno di togliere calorie ma non il gusto alle nostre pietanze.

La ricetta del BACCALÀ in CROSTA di PATATE 

Ingredienti per 4 persone gr 800 di baccalà ammollato, 5 patate di media grandezza, 10 pomodorini datterini, 5 piccole cipolle, 5 cucchiai di pangrattato, 1 spicchio di aglio, olio extravergine di oliva, pepe nero a piacere

Come prima cosa preparare il baccalà facendolo ammollare per almeno 3 giorni in acqua fredda cambiandola più volte al giorno. 
Passato questo tempo asciugare il filetto di baccalà tamponandolo con carta assorbente, togliere le eventuali lische rimaste nel filetto e tagliarlo in pezzi.
Sbucciare le patate, sciacquarle ed affettarle sottilmente. Ungere una pirofila con olio extravergine d'oliva, quindi adagiarvi le fette di patate in un unico strato. 
Mettere i filetti di baccalà sopra lo strato di patate, condirle con un generoso olio extravergine di oliva. 
Distribuite altre patate affettate tutt'intorno ai filetti di pesce. 
Aggiungere i pomodorini e le cipolline tagliate a metà. 
Tritare uno specchio di aglio ed unirlo al pangrattato; amalgamare con alcuni cucchiai di olio extravergine e distribuire la panatura aromatica in modo omogeneo sopra alle verdure ed il baccalà.
Condire nuovamente con un filo di olio, una spolverata di pepe nero e passare la pirofila in forno caldo a 180° e cuocere per almeno 40 - 45 minuti circa.
Le patate dovranno risultare ben cotte e croccanti e la panatura dorata. Portare la teglia direttamente in tavola.
Un calice di profumato e aromatico Gewürztraminer Trentino Doc, dal sapore pieno, asciutto, morbido, equilibrato, persistente, dove gli aromi rimangono piacevolmente in bocca anche dopo diverso tempo, lasciando un retrogusto fortemente aromatico ed intenso, accompagnerà deliziosamente questo gustoso e leggero BACCALÀ in CROSTA di PATATE. Temperatura di servizio 12 - 14 gradi.
Buon lavoro e buon appetito ! Neria Rondelli


domenica 7 gennaio 2018

ALIS Christmas Gala - Click di JOANNA MARIONI




ALIS Christmas Gala, lo show rivelazione dell’anno, dopo l’incredibile consenso di critica e pubblico e i sold-out di Bologna, Padova e Milano, approda finalmente a Firenze al Teatro Obihall per una serie di 5 appuntamenti da giovedì 4 a domenica 7 gennaio.

Un emozionante spettacolo di circo moderno, rigorosamente senza animali, in cui artisti-atleti si esibiscono in performance artistiche ad alto livello destinate ad un pubblico a 360 gradi. 


Alis è una originale rivisitazione di “Alice nel paese delle meraviglie”, di cui conserva le atmosfere sognanti e surreali, ma piuttosto che puntare sul filo conduttore narrativo-didascalico, privilegia l’aspetto emozionale che lasci una personale traccia emotiva significativa e indelebile nello spettatore.


Con Alis l’idea di fondo è rimettere al centro della scena l’arte performativa degli artisti, e non abbagliare con effetti scenografici eclatanti e sbalorditivi.
Due ore di spettacolo con le eccellenze del circo moderno contemporaneo, provenienti dal Cirque du Soleil e del mondo del nouveau cirque, pluripremiate e con all’attivo centinaia di esibizioni nelle più grandi produzioni internazionali.


Il cast di 28 artisti tra cui acrobati, giocolieri, equilibristi e musicisti, vede la presenza di Victor Kee, considerato il giocoliere e l’acrobata perfetto, Yves Decoste con la sua allieva Delphine Cezard, Anatoliy Zalesvskyy, grande maestro equilibrista, Rose Winebrenner cantante, polistrumentista, compositrice e artista visiva di Chicago e Lili Chao Rigolo danzatrice taiwanese che si alterna con la spagnola Melodia Garcia Rigolo nell’eccezionale numero di equilibrismo “Sanddom Balance; oltre a Oleksander Yenivatov “Sacha the Frogman”, notissimo comico e contorsionista, il trio acrobatico Torime, Guilhem Deso, suonatore in chiave moderna del millenario strumento “ghironda”, i Raw-art la nuova generazione dio giocolieri…


La protagonista Alis è la giovanissima Asia Trombler, l’unica italiana del cast insieme a Onofrio Colucci direttore artistico e performer internazionale d’eccellenza.
Asia si esibisce in uno spettacolare numero di Aerial Silk che le permetterà durante lo spettacolo di presentare in modo originale ed emozionante tutti gli artisti.


Le date fiorentine chiudono il tour invernale, ma Alis sarà di nuovo in scena in Toscana, al Modigliani Forum di Livorno dal 27 al 29 Aprile 2018.
Testo e foto di Joanna Marioni