martedì 27 febbraio 2018

Le DEVA - Click di JOANNA MARIONI


Le Deva sono una formazione tutta al femminile, unica nel suo genere in Italia: Laura Bono (vincitrice di Sanremo Giovani), Greta (seconda classificata ad Amici nel 2014), Verdiana (Sanremo Giovani e finalista di Amici) e Roberta Pompa (finalista di X Factor).


Il nome del gruppo si ispira ai Deva, spiriti della natura appartenenti alla mitologia di diverse culture e in particolare ai Deva dei quattro elementi della vita: aria, acqua, fuoco e terra in cui le 4 cantanti si sono ritrovate. Si formano nell'aprile del 2016 con l’uscita del primo singolo L'amore merita, un inno all'amore universale, certificato disco d'oro con oltre 30 mila copie vendute.


A fine 2017 esce il loro primo album “4”che debutta al 4°posto della classifica ufficiale di vendita FIMI GFK, il vinile al 10 °posto. Risultati formidabili e in poco più di un registrano oltre 10 milioni di visualizzazioni con i loro video. In primavera le ragazze saranno impegnate nel loro secondo tour, un live da non perdere, dove oltre i brani contenuti nell’album, interpreteranno alcuni classici della musica italiana e internazionale.


Le 4 cantanti così diverse tra loro sia artisticamente che caratterialmente, come i quattro elementi della vita acqua, aria, fuoco e terra a cui si richiamano, si completano a vicenda e risultano perfettamente complementari, offrendo una sonorità omogenea, piena ed accattivante.
La sensazione che si avverte è quella di un gruppo con una forte intesa e una grinta formidabile, sia dietro le quinte che sul palco. Un incastro perfetto dove la solidarietà e l’empatia tra donne risulta un valore aggiunto alla musica.


Una formula innovativa che ha incontrato i favori del pubblico.
L’impegno nel sociale delle Deva e la loro particolare attenzione e sensibilità verso le delicate tematiche dei diritti civili , dell’amore universale e della lotta contro la violenza sulle donne sono fortemente presenti nella loro produzione, ma non solo: aderiscono infatti a quelle iniziative come “Cambiamo Musica” (Teatro Verdi a Pisa) in cui si cerca, con l’aiuto dell’arte, di sensibilizzare l’opinione pubblica verso l’emergenza sociale della violenza sulle donne. In sintesi 4 donne unite nella musica e negli ideali.


 Testo e foto by Joanna Marioni

lunedì 26 febbraio 2018

Il Prato nel Piatto - Il BIANCOSPINO


Il BIANCOSPINO, la pianta del cuore  (prima parte)

Anche sotto la neve battente, i cespugli di biancospino sono ancora carichi di piccoli frutticini rossi, preziosa riserva nutritiva per i piccoli abitanti della terra che durante i rigidi freddi invernali altrimenti non potrebbero farcela, parlo di uccellini e piccoli roditori.
Il biancospino fa parte della famiglia delle rosacee come la rosa canina, il melo, le rose, i pruni, le pere, le fragole, le more e i lamponi, i ciliegi, i nespoli, i mandorli, i peschi, i prugni, i cotogni e gli albicocchi. È un arbusto molto comune che cresce facilmente ovunque, difatti possiamo incontrarlo nei terreni incolti, come bordura dei poderi o al limitare dei boschi. È facilmente riconoscibile per i suoi rami grigi che tendono al giallo e perché ama stare in compagnia della rosa canina e dello spinoso prugnolo. Prugnolo e biancospino sono entrambi spinosi, entrambi producono piccoli fiori bianchi, anche se il prugnolo verso fine febbraio mette prima i fiori e poi le foglie, e il biancospino quando fiorisce fa il contrario. I fiori del prugnolo son profumati, ma quelli del biancospino san di miele e pesce, sì l’odore del pesce si sente davvero tantissimo, difatti io ci ho messo un po’ ad innamorarmene, e ora adoro stare in sua compagnia, è un amico prezioso che fa bene al cuore. In fiore è davvero spettacolare, i suoi piccoli fiori bianchi sono raggruppati in grappoli, il che li rende molto semplici da raccogliere, e la sua fioritura è di un’abbondanza incredibile, i suoi rametti spinosi si rivestono di gemme e piccoli profumatissimi fiori bianco-rosato che richiamano una grande attività di api e insetti impollinatori.
In autunno invece, le splendide siepi ornamentali del biancospino, si adornano di bacche rosse che maturano in inverno e restano a lungo sulla pianta.
In alcuni luoghi viene chiamato pruno aguzzino per i suoi aculei che lasciano il segno, invece, per i suoi bei fiori bianchi-rosati che sbocciano tra fine aprile e inizio maggio è conosciuto come spino bianco, May-tree e Whitethorn.
Questo arbusto spinoso possiede un legno molto resistente, e da arbusto può divenire anche un albero alto fino a 10 metri se gli si lascia spazio e tempo di crescere. È una pianta longeva che può diventare pluricentenaria, difatti lo si crede buon protettore della circolazione cerebrale in grado di contrastare l’invecchiamento dei tessuti. Data la lentezza con la quale cresce, il suo legno è denso e pesante, e viene intagliato per creare oggetti dalle speciali virtù, è una pianta dai poteri magici in grado di dare protezione e attirare gioia, amore e armonia. È un vero miracolo della natura che possiede una spiccata attività cardio-protettiva e anti-ossidante, è una pianta equilibrante, fiori e foglie hanno proprietà rilassanti e ipotensive, aiutano il sonno e calmano la psiche, le bacche invece rafforzano e sostengono il cuore.
Il biancospino e il tiglio sono i dolci protettori del cuore, io li adoro e li rispetto.

Bene, siam giunti alla fine, “stretta è la foglia,    
larga è la via, dite la vostra che io ho detto la mia”. 
Così diceva la mia nonna Tecla, 
mia maestra d’erbe e di Vita.
Vi abbraccio forte dall’Erbana, una selvatica in cucina.

sabato 24 febbraio 2018

MAX, NEK , RENGA - Il Tour - Click di JOANNA MARIONI


E' in corso il tour di Max Neke Renga ecco il reportage della data al Mandela Forum di Firenze.
Una formula inedita risultata vincente, un concerto trasversale per un pubblico eterogeneo che abbraccia tre generazioni; un progetto alternativo destinato a diventare un disco live e un programma televisivo.


Sorridenti, felici, lasciano trasparire la sinergia e l’amicizia che li lega, scherzano definendosi la “prima boy band per adulti” e coinvolgono attivamente i presenti per l’intera durata dello show.


Il concerto si apre con Duri da battere ( il singolo da cui nasce il progetto musicale live) e prosegue per oltre due ore e mezzo con una scaletta incredibilmente ricca: 37 brani che ripercorrono le loro splendide carriere artistiche.


Max, Nek e Renga si alternano esibendosi in formazione variabile, in trio, a coppia o come solisti.
La particolare conformazione a T del palco, con una lunga passerella che si addentra nel parterre, permette una partecipazione particolarmente calorosa dei fans, un pubblico mai stanco e sempre presente con la voce e l’entusiasmo; i pezzi più dance fanno ballare e si respira una vera e propria atmosfera di festa.


Dal punto di vista strettamente musicale risultano molto interessanti i nuovi arrangiamenti studiati per amalgamare e incastrare le tre voci, valorizzandone le specifiche peculiarità.
La data del 23 marzo prevista all' Unipol Arena di Bologna è stata rinviata al 18 aprile.


Testo e foto di Joanna Marioni 


venerdì 23 febbraio 2018

Gustosità di Neria - TORTA di STRACCHINO



Il protagonista di questa ricetta è il pancarrè! Tutti l'abbiamo in dispensa e non è solo indispensabile per toast o crostini, ma può essere anche un ingrediente creativo per torte salate, insolite lasagne o come legante per le verdure. Nel mio vecchio ricettario anni '80 ho ritrovato una ricettina molto semplice e gustosa che ha proprio tra gli ingredienti il pancarrè; è una torta salata che preparavo molto spesso, piaceva sempre a tutti ma poi l’avevo proprio dimenticata.




La ricetta della TORTA di STRACCHINO




Ingredienti per 6 persone 10 fette di pane in cassetta, 1 bicchiere di latte, 2 uova, 500 gr di stracchino, 1 tazza di parmigiano, 100 gr di pancetta o speck o prosciutto cotto a cubetti a piacere, sale, noce moscata


Togliere la crosta al pane in cassetta, tagliarlo a quadrettoni ed ammorbidirli nel latte poi mescolare bene il composto aiutandosi con una frusta elettrica.
In una ciotola mescolare ora i rossi d'uovo con il parmigiano.
Aggiungere lo stracchino alle uova, un piccolissimo pizzico di sale ed una spolverata di noce moscata e mescolare ancora molto bene; aggiungere ora il pane in cassetta ben frullato ed
il salume scelto tagliato a cubetti. 
Montare a neve gli albumi con un pizzico di sale ed incorporarli delicatamente al composto. Foderare una pirofila rettangolare con carta forno e cuocere in forno caldo a 180 gradi per 30 minuti circa. 

Servire la TORTA di STRACCHINO calda tagliata a cubotti. 
E' perfetta per un rustico aperitivo, come 
antipasto o un secondo leggero. 





Un calice di Savardo Vespaiolo Superiore imbottigliato dalla Cantina Beato Bartolomeo accompagnerà perfettamente questa deliziosa torta salata. Dal colore giallo paglierino con riflessi verdolini, il Savardo  Vespaiolo Superiore presenta delicati profumi floreali con leggere note di pesca e agrumi; fresco ed equilibrato questo vino è da gustare con asparagi e uova, con baccalà alla vicentina ed è perfetto anche con la mia TORTA di STRACCHINO. Temperatura di servizio 10 - 12 gradi.


Buon lavoro e buon appetito! Neria Rondelli







martedì 20 febbraio 2018

PEPPE SERVILLO - Click di JOANNA MARIONI


Beppe Servillo in coppia con Enzo Avitabile, è stato uno dei protagonisti della 68° edizione del festival di Sanremo.


Vincitore con gli Avion Travel, nel 2000, con il brano Sentimento, è tornato dopo 18 anni sul prestigioso palco con Il coraggio di ogni giorno,  un grido di speranza e di rivalsa della periferia napoletana, un inno alla vita che esprime l’amore e il rispetto per le differenze.


Dopo l’esperienza sanremese, Servillo è ora in tour con Musica e parole, concerto - omaggio a Lucio Battisti che lo scorso 16 febbraio ha fatto tappa al Teatro Civico di La Spezia.
Si tratta di una raffinata e creativa rivisitazione in chiave jazz dell’universo poetico di Lucio Battisti, 20 brani magistralmente arrangiati da Javier Girotto che attingono dal repertorio storico con i testi di Mogol e da quello condiviso con Pasquale Panella.


Dopo l’omaggio a Modugno e a Celentano, Servillo prosegue così il suo viaggio suggestivo ed evocativo nel mondo della reinterpretazione dei più grandi nomi della musica italiana, approdando a quello che lui definisce “l’autore più intimo, lirico e personale”: Lucio Battisti.
Servillo è accompagnato in questa avventura dal talento di grandi nomi del jazz: Javier Girotto (sax), Fabrizio Bosso (tromba), Mattia Barbieri (batteria), Furio di Castri (contrabbasso) e Rita Marcotulli (pianoforte).


L'incastro perfetto tra il genio teatrale di Peppe, il suo spiazzante linguaggio dell’improvvisazione, l’inconfondibile mimica e gestualità, l’ originalità della sua particolare vocalità (così lontana da quella di Battisti) con i virtuosismi e i ritmi avvolgenti del Jazz hanno lasciato gli spettatori piacevolmente sorpresi e soddisfatti.
Una serata intensa all’insegna della musica d’ autore e delle emozioni. 
Testo e foto by Joanna Marioni