martedì 13 febbraio 2018

GORAN BREGOVIC - Click by JOANNA MARIONI


Sold out per Goran Bregovic al Teatro Obihall di Firenze lo scorso 5 febbraio.
Uno show intenso sia dal punto di vista emotivo sia per l’energia contagiosa che da sempre contraddistingue i suoi live.


Nel nuovo tour l’artista di Sarajevo è accompagnato da un’orchestra di 18 elementi: una band gitana di fiati, due voci femminili bulgare, un sestetto di voci maschili e un quartetto d’archi; e presenta accanto ai suoi grandi successi, il nuovo lavoro discografico Three letters from Sarajevo, un disco forte, intenso, incentrato sul tema della diversità, la storia di una grande città con le sua complessità ed eterogeneità di credenze, identità, contraddizioni e paradossi; Sarajevo vista come “metafora dei nostri tempi, dove un giorno si vive da buoni vicini e il giorno dopo ci si fa la guerra”.


Il compositore bosniaco ha vissuto personalmente la realtà delle differenze culturali, religiose etniche: nasce da padre cattolico e madre ortodossa in un paese dilaniato dalla guerra delle etnie e si sposa poi con una donna musulmana; in prima persona, quindi, spezza le discriminazioni e si fa portavoce di una musica che supera paure e remore per aprirsi all’altro.
Una musica unica, inconfondibile, con una marcata identità in cui sapientemente si contaminano stili, tecniche e tradizioni e in cui si combinano magistralmente l’austerità della musica da camera e la veracità del folklore, il gipsy, il funky e il jazz; è una musica apprezzata e condivisa da un pubblico eterogeneo, è la musica dell’inclusione e dell’apertura al mondo intero, un inno alla vita, dove la diversità diventa punto di forza e di partenza per nuovi orizzonti senza frontiere.


Goran riesce ad unire con la potenza comunicativa della musica, contagia con la sua gioia e riesce a rendere leggeri contenuti forti, senza sminuirli della loro importanza.
Bregovic ha conquistato l’affetto e la partecipazione attiva dell’intero pubblico dell’Obihall, che lo ha acclamato e omaggiato con danze e applausi.


Il concerto inizia, come da tradizione, con i fiati che entrano tra le file della platea, per poi salire sul palco ed affiancare il Maestro, che si cimenta con le sue composizioni per film “La regina Margot” e le opere per i film di Emir Kusturica, per concludersi con la apprezzatissima Serbetico e con l’incontenibile energia di Kalashnikov, non manca ovviamente la sua famosa e originale interpretazione di Bella Ciao.


Three letters from Sarajevo vanta importanti collaborazioni: Bebe, Riff Cohen, Rachid Taha, Asaf Avidan. Questa sera Goran Bregovic sarà al Teatro Carlo Felice di Genova per l'ultima data italiana del tour che proseguirà in Russia.  Testo e foto di Joanna Marioni