lunedì 12 febbraio 2018

Il Prato nel Piatto - La STELLARIA


La Stellaria, il cielo in terra  (prima parte)
Questa piccola pianta spontanea e infestante, è conosciuta come Centocchio. Possiede numerosi nomignoli molto esplicativi: Erba paperina o Mordigallina, Galinella o Pigallina, nomi dati dalla golosità degli animali pennuti che amano cibarsi delle giovani piante e dei loro semi. Le erbe spontanee ci riconnettono con il sapere antico e spesso i nomi ci fanno intravvedere le peculiarità delle piante. Stellaria deriva dallo spettacolo lucente dato dalle folte fioriture a forma stellata dei suoi molteplici fiori, il nome Centocchio invece mi lascia un po’ interdetta.. forse perché in passato veniva utilizzata per alleviare i tipi di infezione che colpivano gli occhi? O perchè questa pianta pare un occhio vigile che osserva ciò che facciamo, in città e in campagna, come fanno le stelle dall’alto del cielo? Chissà.
Prolifica è prolifica, ed è un’erbetta molto comune su tutto l' appennino emiliano -romagnolo e, cosa curiosa, ne vengono individuate fino a 50 forme diverse (media, pallida, neglecta, etc ). Pianta strisciate che si esprime allargandosi a macchia d’olio, può raggiungere anche i 40 centimetri d’altezza e quando abitavo a San Lazzaro, vicino Bologna nei giardini pubblici, l’ho vista arrampicarsi e stringersi ben salda ai cespugli, fino a raggiungere anche il metro e venti d’altezza. In inverno la si incontra spessissimo, non teme nulla. Il suo colore verde pisello prepara le nostre papille a gustare il sapore dei suoi teneri germogli che sanno proprio di pisello. Ora non correte tutti ad assaggiarla, è da tenere in considerazione con cautela e non bisogna esagerare nel mangiarla, seppure commestibile è molto ricca di saponine e tannini, e quindi se ne consigliano piccole dosi e non troppo spesso.
Data la sua ricchezza di saponine nel tramando popolare era consigliato il succo di Centocchio per dissolvere verruche e altre escrescenze, ma anche in caso di artrite o anemia alimentare. Possiede un notevole contenuto di vitamina C, e in passato è stata usata come rimedio per lo scorbuto. Ad oggi, c’è chi la usa a mo’ di cataplasma per problemi di pelle e del cuoio capelluto. Quando mi ritrovo a scorrazzare in Natura, essa è una delle amate erbe di pronto soccorso, perché possiede fantastiche proprietà calmanti e rinfrescanti, io la uso in caso di punture d’insetti, ma anche in caso di prurito o di orticaria. 
In questo periodo invernale la si può incontrare ovunque, è una cosmopolita che colonizza interi marciapiedi e il suo aspetto erbaceo formato da una miriade di piccole foglioline cuoriformi color verde tenue, attira l’attenzione in queste giornate fredde spesso grigie.. poi, da aprile a giugno, quando va in fiore, si veste di tanti piccoli fiorellini bianchi a cinque petali. Vi invito a chinarvi e ad osservarla da vicino, ognuno dei suoi petali è diviso in due parti fin quasi alla base, e questi minuscoli fiorellini, durante la notte o in caso di cattivo tempo si chiudono, che meraviglia. Avrete compreso che possiede una notevole resistenza, e potrebbe accadere di trovarla in fiore tutto l’anno in alcune zone particolari. L’unico periodo dell’anno in cui non la si trova, è nelle calde e secche giornate estive. 
Fine della prima parte ... il prossimo lunedì vi aspetta una ricetta !


Bene, siam giunti alla fine, “stretta è la foglia,    
larga è la via, dite la vostra che io ho detto la mia”. 
Così diceva la mia nonna Tecla, 
mia maestra d’erbe e di Vita.
Vi abbraccio forte dall’Erbana, una selvatica in cucina.