lunedì 19 febbraio 2018

Il Prato nel Piatto - La STELLARIA



 La Stellaria, il cielo in terra  (seconda parte)

Continuiamo il nostro racconto sulla Stellaria, pianta spontanea nota anche come Centocchio.
Quest’ anno, quando andrà in frutto, voglio provare a cogliere i suoi fruttucini racchiusi in piccole capsule ovali, ho letto che un tempo, ridotti in farina, uniti ad altri semi come quelli dell’Amaranthus r. e della Portulaca, si utilizzavano per arricchire e addensare zuppe o minestre. In un anno una pianta può produrre anche diecimila semi, e ciò spiega la sua larga diffusione. Raccoglierne i semi è un lavorone, e vanno raccolti scuotendo le piante secche che lasceranno così andare i loro molteplici semi dalle capsule. I suoi semi sono ottimi leggermente tostati e utilizzati come condimento per insalate o sui pani, o sulle torte salate. Ricordatevi sempre che questa “apparentemente innocua” pianta, possiede una buona dose di saponine che per il loro effetto piuttosto violento/forte potrebbe irritare persone particolarmente sensibili, quindi mangiatela e proponetela al prossimo con parsimonia. Per cominciare a fare amicizia con lei e con il suo sapore piuttosto selvatico, erboso, provate le parti apicali aggiunte in una ricca misticanza cruda, le cimette giovani cresciute all’ombra sono molto più tenere delle cime fiorite, provatela con la rucola, o con l’amara cicoria o con il caparbio tarassaco. Nel tagliarla tenete conto della buona elasticità delle sue fibre vegetali interne, e saggiatela cotta insieme ad altre piante per preparare una zuppa o come ripieno di torte salate o tortelli. È un’erba delicata che abbisogna di una leggera scottata di max 5.




Ricettina: PESTO al CENTOCCHIO. Mettere nel mixer una manciata di mandorle, una tazza di puntarelle di Centocchio, uno spicchio di aglio (facoltativo), un limone spremuto, uno zester di buccia di limone, sale dolce di Cervia e un giro di buon olio Evo. Tritare finemente e utilizzare questo pesto cremoso per condire una pasta, un cereale, o spalmato su una buona fetta di pane spolverati di gomasio.

IMPORTANTISSIMO: il Centocchio può essere confuso con l’Anagallis arvensis, pianta tossica detta Mordigallina. I fiori delle due piante sono molto diversi tra loro, la mordigallina fa fiori di colore arancio o azzurro, mentre il Centocchio fa fiori bianchissimi a 5 petali con 10 punte. Se la pianta non è in fiore, osservate la pagina inferiore delle foglie e i fusticini della pianta. L’Anagallis sotto le foglie presenta puntini violacei, messaggio chiaro e inconfondibile; per quanto riguarda i fusticini, quelli del Centocchio sono rotondi e possiedono una fila di peletti su un lato, mentre quello dell’anagallis è quadrangolare e glabro. Quando non si è pratici usate 10 occhi anziché due!

Bene, siam giunti alla fine, “stretta è la foglia,    
larga è la via, dite la vostra che io ho detto la mia”. 
Così diceva la mia nonna Tecla, 
mia maestra d’erbe e di Vita.
Vi abbraccio forte dall’Erbana, una selvatica in cucina.