giovedì 1 novembre 2018

UNICA VALLE d'ITRIA - LOCOROTONDO & CISTERNINO 3° ed ultima parte


Scendendo nuovamente verso sud il primo paese che si incontra è LOCOROTONDO nel cui nome è implicita la sua struttura circolare, adagiato su colle a 410 mt di altezza sul mare.
Bianco come tutte le località che abbiamo già incontrato nella Valle d’Itria, Locorotondo è famoso anche per il suo vino bianco DOC. Caratterizzato da più di centro contrade, la passeggiata nel borgo sembra quasi un percorso in un interminabile e piacevole labirinto.

La prima cosa che salta agli occhi anche di un visitatore distratto, è la pulizia di questi vicoli spesso strettissimi, che dietro ogni angoli rivelano scorci insoliti e graziosi, spesso abbelliti da piante e fiori. Qui, pur non mancando i trulli, le abitazioni più caratteristiche e diffuse, ma soprattuto uniche, sono le cummerse, case dal tetto spiovente rivestito da lastra calcaree, le chianche, le cui origini risalgono al 1300, quindi più antichi dei trulli.

La chiesa di San Nicola merita una visita, così come Palazzo Morelli, edificio di fine ‘800 sulla cui facciata c’è lo stemma nobiliare della famiglia ed una maschera.


























Un bellissimo “lungomare” abbraccia tutta la cittadella, ma in realtà il mare non si vede..., però si può godere di un' incredibile vista sulla valle delle Murge, una distesa di vigneti, uliveti e coltivazioni costellata da trulli, lamie e masserie.


E subito all’inizio di questa passeggiata c’è un luogo davvero speciale, si tratta di SI'ROSE, un’azienda agricola biologica e biodinamica particolare. E’ un esperimento fatto dall’enologo Buffaro che, forte dell’esperienza maturata in tanti anni di attività svolta in tutta la penisola, ha preso in affitto dal comune un ettaro scosceso sotto la passeggiata, e ne ha realizzato 51 terrazzamenti per il recupero di vitigni autoctoni come il primitivo, il minutolo, la verdeca e il bianco di Alessano. Qui al tramonto si possono degustare gli spumanti prodotti dall’azienda in abbinamento ad un tagliere di prodotti tipici godendo di un panorama unico. 



Il viaggio in Valle d’Itria sta volgendo al termine è l’ultima tappa è CISTERNINO.
E’ il più piccolo, come numero degli abitanti, dei sei comuni che fanno parte della Valle d’Itria, ma è molto famoso sotto il profilo gastronomico per un piatto tradizionale, le bombette al fornello!
Ma di questo ne parliamo in seguito prima vediamo cosa si può scoprire in questo paese, dalla pianta ellittica, che nel Medioevo rinacque grazie ai monaci basiliani che edificarono il primo luogo di culto, dove oggi sorge quella di San Nicola, detta anche Chiesa Madre.


A Cisternino l'architettura delle case non segue una linea precisa, né caratteristiche comuni agli altri paesi che abbiamo visitato anche se nella campagna non mancano i trulli…


Spesso i vicoli sembrano svoltare … e invece terminano improvvisamente e si resta bloccati davanti ad una porta o una scalinata creando piccoli luoghi in cui radunarsi a fare due chiacchiere. Da visitare ci sono la Chiesa di San Nicola e il Palazzo del Governatore, costruito intorno al 1700 durante la dominazione veneziana, si trova proprio a ridosso della cinta muraria.


Come il tutta la Valle d’Itria anche qui nella campagna che circonda il paese è rigogliosa e gli ulivi sono a perdita d’occhio per cui sarà opportuna anche la visita ad un frantoio per capire meglio come mettiamo ogni giorno sulla nostra tavola. Siamo stati ospiti dell’Oleificio D'Amico dove abbiamo potuto vedere la spremitura dell’olive dal vivo e assaggiare l’olio appena franto!


Per la sosta golosa da Le Chicche di Zia Rosa il menù non poteva che prevedere, oltre alla tradizionale purea di fave e cicoria, salumi, mozzarelle, burratine e orecchiette, la specialità di Cisternino, le famose bombette al fornello, una sorta di involtini di carne morbidissima cotti appesi dentro il forno. Una vera delizia!



Per visitare la Valle d’Itria sarà strategico alloggiare presso il Frantoio, un’antica masseria del 1500 che è stata negli anni riportata all’antico splendore.


La masseria è immersa in una tenuta di 4800 ulivi, di cui più della metà i secolari, che si può visitare a bordo di una fantastica e arzilla Fiat 1100 del 1949.
Qui le diciotto camere, ricavate nel tempo dall’antica struttura esistente, accoglieranno gli ospiti per godere un riposo rigeneratore immersi in un silenzio unico e nelle calde giornate estive i giardini che la circondano e la piscina offriranno un benefico refrigerio.

 

La sera, se si è stanchi della giornata dedicata a visitare la Valle d’Itria, si può anche gustare una fantastica cena con i prodotti biologici coltivati nella tenuta. Livia Elena Laurentino