martedì 14 luglio 2020

Il Riso del Delta del Po IGP è pronto per diventare anche BIO


Dopo aver ottenuto nel 2009 la certificazione IGP, il riso del Delta del Po è in procinto raggiungere nuovi obiettivi e diventare anche bio.
Coltivato all’interno del Parco Naturale, trova in questo contesto la zona ideale, incontaminata e fertile, per la produzione di diverse varietà come Carnaroli, Arborio, Baldo e Volano, alle quali recentemente sono state aggiunte Caravaggio, Cammeo, Keope, Telemaco e Karnak. Oltre ad avere chicchi consistenti, ottimi per la tenuta in cottura e la realizzazione di piatti gourmet, le caratteristiche comuni ad altri risi sono l’alto tenore proteico, la digeribilità, la presenza di acidi grassi essenziali quali Omega3 e Omega6 e soprattutto il fattore ipoallergenico che ne consente l’assunzione ai celiaci.
Ma l’obiettivo del comparto risicolo del Delta del Po è quello di garantire la qualità di questo prodotto di eccellenza, attraverso un rigoroso disciplinare, e per questo il progetto, cofinanziato dai fondi PSR Regione Emilia-Romagna, che ha visto la collaborazione di diversi soggetti tra cui il Consorzio di Tutela, Grandi Riso, Ente Nazionale Risi, Consorzio Futuro in Ricerca insieme ad UNIFE, e Areté, vuole introdurre la risicoltura biologica negli areali del Delta del Po. Successivamente intende sviluppare una linea di riso integrale biologico di facile impiego per i consumatori ed infine caratterizzare e promuovere le qualità del territorio presenti nel riso biologico del Delta del Po per una sua iscrizione all’IGP.
La coltivazione sperimentale del riso bio è già iniziata in campi dimostrativi per il confronto varietale con alcune cultivar ammesse dal Disciplinare di produzione del Riso IGP, Carnaroli e Arborio, alle quali è stata aggiunta la varietà Baldo.
Le analisi UNIFE hanno rilevato contenuti bromatologici unici rispetto ad altre produzioni italiane. I dati di coltivazione convenzionale e biologico sono stati messi a confronto ed hanno evidenziato che la coltivazione in biologico migliora le già ottime caratteristiche della coltivazione convenzionale. Il contenuto di calcio e sodio è maggiore, il potassio resta il principale componente seguito dal magnesio e dal calcio e buoni contenuti di ferro, manganese e zinco.
Livia Elena Laurentino