giovedì 12 maggio 2022

Il carciofo violetto di San Luca diventa presidio Slow Food (prima parte)


Il carciofo violetto di San Luca è il diciottesimo presidio Slow Food dell’Emilia Romagna, garantendo così che non si estingua.

Come l’ulivo, la sua coltivazione era molto diffusa, all’inizio del secolo, sulle colline bolognesi, dal terreno argilloso che gli conferisce le caratteristiche note fresche, erbacee che tendono alla radice di liquirizia.
Tra le varietà di carciofi è quella più tardiva visto che la raccolta avviene tra la metà di maggio e la metà di giugno.
La bassa resa della pianta che genera da 6 a 15 fiori ha fatto sì che, verso la metà degli anni ‘70, pian piano la coltivazione di questa pianta venisse abbandonata a favore di produzioni più redditizie.

Tuttavia alcuni agricoltori hanno resistito con tenacia e ad oggi sono cinque le aziende agricole bolognesi a far parte del progetto, oltre al Podere San Giuliano a San Lazzaro, di Federica Frattini, referente del Presidio e sono : il Podere Chiesuola, Az. Agricola La Galeazza, l’Az. Agricola Andrea Querzè e l’az. Agricola Matteo Scarpellini.



Il “Sanluchino” che veniva chiamato comunemente è molto apprezzato in cucina gustato fresco in insalata a crudo ma ancor di più per essere conservato a sott’olio.

L’ingresso in Slow Food sarà festeggiato il 15 maggio ala Mercato del Novale in piazza Carducci dove saranno presenti tutti i produttori.

Mentre domenica 22 presso l’azienda agricola La Galeazza il carciofo violetto di San Luca sarà il protagonista assoluto di una giornata dedicata alla Fondazione ANT Italia Onlus. (segue)

Livia Elena Laurentino